Il Covid-19 ha bloccato il calcio italiano e mondiale nel momento più caldo della stagione sportiva, quello in cui campionati e coppe nazionali/internazionali entrano nel vivo e iniziano ad orientarsi. Tutto fermo. Classifiche congelate ad inizio marzo e nessuna notizia né sul ritorno in campo né su quali saranno i verdetti: i titoli verranno assegnati a tavolino o la stagione verrà dichiarata nulla semmai la ripresa delle competizioni risultasse impossibile? Gli interrogativi sono tanti, le possibili risposte ancora di più.

Noi di BTL | Behind The Line però, da buoni Match Analyst quali siamo, siamo abituati a ragionare su dati certi, oggettivi, numerici. Ed è per questo che oggi inauguriamo la nuovissima sezione “Stats” del nostro portale, quella dedicata alle statistiche (la fonte dalla quale le attingeremo, salvo diversa indicazione, sarà Wyscout) e alla loro analisi.
Così come tutti gli sport infatti, anche il calcio è ricco di numeri e dati, alcuni importantissimi e tenuti in considerazione da tutti gli addetti ai lavori in sede di preparazione e studio della partita, altri invece sono più “di nicchia” e attirano solamente i nerd dell’analisi applicata al calcio e quelli più addicted alla tematica numerico-statistica.
Bene, se vi siete identificati in una delle sopracitate categorie, allora siete nel posto giusto. Numeri, grafici, linee, barre, statistiche avanzate e chi più ne ha più ne metta, tutto in una sola sezione, tutto analizzato nel dettaglio, contestualizzato e correlato di immagini per rendere la comprensione il più chiara possibile.

Perfetto, messa da parte la (doverosa) chiosa iniziale, partiamo subito con l’argomento che da il titolo a questo articolo: nelle prossime righe infatti, andremo ad analizzare in chiave statistica, la classifica della nostra Serie A TIM maturata dopo le 26 giornate fino a questo momento disputate.

Classifica serie A TIM – punti reali

Il primo grafico che andiamo ad analizzare è sicuramente quello più semplice ma quello senza il quale non potremmo andare avanti con tutto il discorso: nel diagramma sopra-riportato infatti, è rappresentata la classifica reale del nostro massimo campionato, con evidenziati i punti realmente conquistati da tutte e venti le compagini che partecipano al torneo.
Pertanto, in testa alla graduatoria troviamo la Juventus di Maurizio Sarri con 63 punti, tallonata ad un solo punto di distanza dalla Lazio di Simone Inzaghi. A completare la zona Champions troviamo più staccate (ma con una partita in meno, così come tutte le squadre che presentano l’asterisco accanto al loro nome nel grafico) l’Inter e l’Atalanta.
Nelle parti basse della classifica invece, staccate dalle altre troviamo il Brescia e la SPAL con davanti a loro ben cinque squadre impegnate nella lotta per non retrocedere.

Classifica serie A TIM – Expected Points

Atalanta prima in classifica? Juventus terza a -7 dai bergamaschi? Spal attualmente salva e Torino relegato in fondo alla graduatoria? Tutto regolare.
Quello che vedete qui sopra infatti, è il grafico che illustra come sarebbe la graduatoria della Serie A TIM se le squadre avessero realmente conquistato i “punti previsti” al termine di ogni partita. Ma cosa sono questi punti previsti (o expected points[xPTS])?
Per introdurre questo concetto, prendiamo in prestito la definizione che il noto portale “Calcio e Finanza” ha dato in merito all’argomento: “Gli expected points assegnano un punteggio che va da 0 a 3 a ogni squadra e in ogni partita, questo punteggio è basato su una serie di parametri (tra cui gli expected goals [xG] e gli expected goal against [xGA]) poi convertiti nelle probabilità di vittoria, pareggio e sconfitta. Quindi non si hanno negli expected points o 3 punti o 1 punto o zero punti di classifica (in base al risultato maturato) come è nella realtà, ma ad esempio, potrebbero essere assegnati 2,3 punti o 1,8 a chi vince e, inoltre, non 0 punti a chi perde ma magari 0,3 o 0,9 o addirittura talvolta anche un punteggio superiore a chi poi ha vinto, se da un punto di vista della prestazione la squadra che ha perso ha prodotto molto, ma poi non ha segnato e magari ha perso sull’unico tiro fatto dall’avversario. È cioè una classifica basata sulle prestazioni della squadra e non sui risultati.
Vedendo quindi la classifica da questo nuovo e avanzato punto di vista, è immediato oltre che logico, capire come spesso la prestazione in campo non corrisponda poi effettivamente al risultato acquisito a fine partita.

Classifica serie A TIM – Comparazione tra punti reali ed Expected Points + delta

Premessa: per la loro particolare natura, gli xPTS risultano tendenzialmente ad essere sempre inferiori dei punti reali per le squadre che occupano le zone alte della classifica (questo perché vincono tante partite e quindi raccolgono 3 punti molto spesso e non valori decimali come in questa particolare statistica); viceversa sono inferiori nelle squadre impegnate nella lotta per non retrocedere in quanto queste ultime usciranno sconfitte da molte gare, portando a casa quindi 0 punti reali mentre sicuramente il loro valore di xPTS sarà superiore a 0 (magari anche di poco ma superiore).
Andando a mettere insieme i due grafici precedenti, otteniamo il diagramma qui sopra-riportato: le disparità più evidenti tra le due colonne che rappresentano i punti conquistati realmente e quelli previsti, le si riscontrano sicuramente nei casi di Juventus, Inter e Lazio, che, come andremo ad approfondire tra poco, hanno sicuramente raccolto molto di più di quello che effettivamente meritavano mentre Sampdoria e Spal hanno raccolto decisamente meno di quanto ci si aspettava sulla base delle prestazioni.
Ma scendiamo nel dettaglio e andiamo a vedere il grafico che riporta il delta tra le 2 classifiche (cioè la differenza tra punti reali ed expected points) squadra per squadra.

Partendo dalla sinistra e quindi dai valori positivi, osserviamo che le squadre con il delta maggiore sono esattamente le stesse tre compagini che occupano i primi tre posti della classifica reale: la Juventus infatti, guida questa speciale graduatoria in quanto ha ottenuto ben 16,5 punti in più. Pertanto, possiamo tranquillamente affermare che gli uomini di Sarri sono stati sicuramente quelli che hanno tratto più vantaggio dalla fortuna/casualità/singoli episodi, riuscendo a portare a casa molti più punti di quelli che, statisticamente, avrebbero dovuto conquistare. Dietro di lei, con un delta di +12 si posiziona la Lazio mentre chiude il podio l’Inter di Antonio Conte con un valore delta di +8,7 punti. Le altre squadre con valori positivi degni di nota sono il Parma (+6,7), il Cagliari (+5,7; valore che era molto più elevato prima della grande striscia di risultati negativi che ha portato all’esonero di Rolando Maran) e il Sassuolo (+4).
Le squadre che invece hanno raccolto pressoché gli stessi punti che meritavano di conquistare sulla base delle prestazioni fornite (valore delta che oscilla da +1 a -1) sono quelle al centro del diagramma: Lecce (+0,9), Hellas Verona (+0,5), Roma (+0,4), Udinese (-0,5) e Milan (-0,8).
Concentrandoci ora sulla parte destra del grafico, osserviamo che la squadra che ha raccolto decisamente meno rispetto a ciò che meritava è la Sampdoria di Claudio Ranieri: i blucerchiati infatti fanno registrare un clamoroso -11,3 punti, e non a caso si trovano nelle zone bassissime della classifica reale del campionato, mentre in quella che tiene conto degli xPTS sarebbero addirittura noni. Discorso analogo per la SPAL che presenta un valore negativo di ben -9,8 punti e per il Brescia (-9): è quasi superfluo precisare che, se queste due compagini avessero raccolto realmente i punti che avrebbero meritato di conquistare per le prestazioni effettuate, ora sarebbero in piena lotta salvezza o addirittura salve come nel caso dei ferraresi.
Anche Bologna (-8,2) e Fiorentina (-8), sono state abbastanza sfavorite della dea bendata/casualità/singoli episodi.

Chiudiamo dicendo che sappiamo bene anche noi che il calcio non è un qualcosa di scientifico, non è uno sport che si può ridurre ai minimi termini o un gioco in cui si può ottenere lo stesso risultando inserendo le stesse variabili ogni volta: i dati qui sopra riportati però, fatta anche la dovuta premessa riguardo la loro natura, a nostro giudizio non possono essere ignorati quando si va ad analizzare una squadra e, non bisogna mai fermarsi al mero risultato finale della gara ma concentrarsi anche e soprattutto su come questo è stato ottenuto, tenendo quindi anche in considerazione che una squadra può aver perso (magari anche pesantemente) pur avendo giocato meglio dell’avversario e viceversa.
Inoltre, esprimendo un parere del tutto personale ed essendo praticamente certi che questa cosa sia già effettuata a questo livello, ad una squadra che ha un valore delta molto alto consigliamo di valutare attentamente la quantità e la qualità del proprio gioco in quanto magari diverse partite sono state vinte solamente grazie alla giocata del singolo o all’episodio fortunato (che comunque fa parte del gioco eh), fattori che non è detto che si ripetano nelle uscite successive.
Insomma, non cullatevi sugli allori e sui punti conquistati ma capite, analizzate e studiate il come li avete portati a casa e attrezzatevi quindi per conquistarne altrettanti anche quando il campione presente in rosa non sarà in giornata o quando la dea bendata vi volterà la faccia.

A cura di
Dott. Domenico Scognamiglio e Dott. Alessandro Imbrogno

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