È iniziata da poche ore la 77° Edizione degli Internazionali BNL d’Italia, evento che annualmente si svolge nel mese di maggio all’interno del Complesso Sportivo del Foro Italico, Roma.

Se in un primo momento, a causa della pandemia, era stato deciso di annullare l’edizione IBI 2020, dopo un’attenta analisi e seguendo l’impulso del Ministro Spadafora, si è deciso di seguire le orme dei centinaia eventi sportivi nazionali e internazionali, rimandando la manifestazione a settembre. 

Gli Internazionali avrebbero dovuto rappresentare, per il nostro Paese, un nuovo inizio sportivo, soprattutto perchésarebbero stati il primo evento con la presenza del pubblico, ma non è stato così. La Federtennis, inizialmente, aveva redatto un protocollo che prevedeva la presenza giornaliera di 6.400 spettatori che non avrebbero, però, potuto girare liberamente all’interno del Parco del Foro Italico, caratteristica fondamentale della manifestazione sportiva. A causa dell’innalzamento della curva dei contagi da Covid-19, la Regione Lazio ha deciso di ascoltare il consiglio del Comitato Tecnico-Scientifico e chiudere le porte agli spettatori. 

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Questa decisione rappresenta l’ennesima sconfitta per lo sport business: gli Internazionali creano un valore economico di circa 100 milioni di euro e la scorsa edizione ha registrato il record assoluto di oltre 13 milioni di euro di incasso e oltre 224 mila spettatori. Per l’evento di maggio 2020, invece, la Federazione Italiana Tennis (FIT), aveva incassato circa 7 milioni dalla vendita di biglietti giornalieri e abbonamenti che saranno rimborsatisenza pubblico, di conseguenza, verrà a mancare l’introito del ticketing e degli stand commerciali all’interno Parco creando una perdita importante nella cassa della Federazione.

Per Binaghi -Presidente della FIT- tutto ciò è “una idiozia”. Durante la conferenza stampa IBI 2020, sul palco dello Stadio Olimpico, ha affermato: “Il danno è enorme. Lo è per la nostra Federazione e sicuramente anche per i nostri soci della società Sport e Salute. Lo è per i giocatori che non potranno avere il sostegno del pubblico, di tutti i nostri appassionati. Lo è sul piano economico per le aziende che avrebbero lavorato per gli Internazionali BNL d’Italia e per tutte quelle dell’indotto: mi riferisco agli allestitori, ai fornitori di servizi, agli hotel, ai ristoranti, ai tassisti, ai commercianti. Ma un danno enorme, piùin generale, per tutte le altre regioni. Perché se ci avessero detto per tempo che questo sarebbe stato l’orientamento, noi avremmo spostato il torneo. Lo avremmo potuto disputare a Genova, dove c’è un impianto già pronto o in Puglia, ad esempio, dove nel tempo si è disputata un’edizione femminile degli Internazionali. La realtà è che nelle altre regioni fanno sempre di tutto per avere i nostri grandi eventi”.

A cura di
Dott.ssa Annapaola Biondo e Dott.ssa Nunzia Spaltro

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