NBA FINALS 2020 – DWIGHT HOWARD RITORNO AL FUTURO from Alessandro Imbrogno on Vimeo.

Introduzione
Dwight Howard nato ad Atlanta nel 1985, 211 cm per 120kg, è stato selezionato come prima scelta assoluta nel Draft NBA del 2004 dagli Orlando Magic, passando direttamente dal liceo alla massima lega, da molti era ritenuto il legittimo erede di Shaquille O’Neal.

Sin dalla prima partita si mise in evidenza facendo registrare 12 punti, 10 rimbalzi, 4 stoppate, 3 palle recuperate e 2 assist contro i Milwaukee Bucks; dimostrando immediatamente di avere grande forza esplosiva, posizione sotto il canestro sia fase offensiva che difensiva e una grande capacità nel prendere rimbalzi. Concluse la stagione da rookie con una media di 12 punti, 10 rimbalzi e 1,7 blocchi.

Il possente centro americano diventa sempre di più la stella dei Magic trascinando la squadra. Nella stagione 2008-09 fa registrare 20.6 punti, 13.8 rimbalzi e 2.9 stoppate di media per partita. Si mette in evidenza prendendo 1093 rimbalzi, trascinando la squadra partita dopo partita, e stabilendo record su record; diventa il più giovane giocatore della lega a raggiungere i 5000 rimbalzi, ad essere il primo nella classifica di stoppate e ad ottenere il premio di Defensive Player of the Year. Con questi fantastici numeri, grande grinta e impegno sul campo trascina i suoi Orlando Magic alle Finals contro i Lakers; gioca un’ottima serie, ma in cinque gare i giallo-viola con alla guida Kobe Bryant, vincono la serie e vincolo il titolo NBA della stagione 2008-09.

Nelle stagioni successive mantiene sempre alte le sue medie, raggiungendo sempre i Playoffs ad esclusione dell’ultima stagione in bianco blu nel 2012, anno in cui il centro a metà stagione dichiara la volontà di cambiare squadra.

Durante la sua carriera con gli Orlando Magic, Howard colleziona molti riconoscimenti personali:

  • Nba Defensive Player of the Year Award anni 2009, 2010, 2011;
  • Miglior Rimbalzista Nba anni 2008, 2009, 2010, 2012;
  • All-NBA Team Terzo Quintetto anno 2007;
  • All-NBA Team Primo Quintetto anni 2008, 2009, 2010, 2011, 2012;
  • Miglior stoppatore NBA anni 2009, 2010;
  • All-Defensive Team Secondo quintetto anno 2008;
  • All-Defensive Team Primo quintetto anni 2009, 2010, 2011, 2012;
  • Migliore nella percentuale di tiro NBA anno 2010;
  • Convocazioni All-Star Game anni 2007, 2008, 2009, 2010, 2011, 2012;
  • Record di schiacciate totali nella stagione 2005-06;
  • Miglior rimbalzista regular season anni 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2012;
  • Record di stoppate in una partita delle Finals anno 2009;
  • NBA Slam Dunk Contest anno 2008;
  • Diviene miglior marcatore di sempre degli Orlando Magic nel 2012.

Durante l’estate del 2012, in seguito ad una lunghissima trattativa, il 10 Agosto passò ai Los Angeles Lakers in un affare che riguardò ben quattro roster; Orlando Magic, Los Angeles Lakers, Denver Nuggets e Philadelphia 76ers. L’arrivo di Howard e Steve Nash conferì ai gialloviola il titolo di “favoriti” alla vittoria finale. La stagione non andò come previsto, il roster di grande potenziale non diventò mai “squadra”, dopo solo 5 partite l’allenatore Mike Brown fu sostituito da Mike D’Antoni con il quale la squadra faticò ad entrare in sintonia, Kobe Bryant all’inizio dei playoff si infortunò al tendine di Achille, e infine i Lakers uscirono al primo turno eliminati con facilità dai San Antonio Spurs per 4-0.

Da qui in poi la carriera del talentuoso centro statunitense iniziò ad avere un andamento frenetico passando dai: Houston rocket (2013-2016), Atlanta Hawks (2016-2017), Charlotte Hornets (2017-2018), Washington Wizards (2018-2019). Durante questi spostamenti tra le varie franchigie le prestazioni di Howard sono peggiorate a vista d’occhio a causa di numerosi infortuni tra cui un infortunio alla schiena che lo perseguita sin dagli ultimi anni ad Orlando.

Il 7 luglio 2019, alle porte della sua sedicesima stagione NBA, firma a sorpresa un contratto non garantito al minimo salariale con i Los Angeles Lakers, facendo così ritorno nella “Città degli angeli”. Gioca 69 partite nella Regular Season trovando sempre più spazio nelle rotazioni dei gialloviola, dimostrando di essere tornato ai suoi standard e di essere diventato molto più dinamico in entrambe le fasi di gioco. I Lakers raggiungono i Playoffs (che si giocheranno in una location speciale; causa Covid-19 la NBA ha realizzato “La Bolla” all’interno di Disneyland, luogo inaccessibile al pubblico, dove si trovano solamente i roster e gli staff tecnici, il tutto in una città speciale per Howard, ovvero, Orlando)  e lui gioca 18 gare mettendosi in mostra gara dopo gara, guadagnandosi un posto in quintetto base nella serie finale contro i Miami Heat vinta per 4-2, così per la prima volta in carriera vince il trofeo di Campione NBA.

Analisi Tattica e Statistich
Analisi Tattica
L’analisi tattica inizia con le Heat Maps che riportano le aree percorse più o meno dal giocatore durante le Finals, il tutto viene rappresentato con una scala di colori che vanno dal verde per le aree meno occupate, fino al rosso per le aree maggiormente occupate.

Grafico 1
Nel Grafico 1 sono riportate le zone di campo occupate durante le cinque partite della serie Finals del 2008-09, quando il centro vestiva la maglia dei Magic contro i Lakers. Come possiamo vedere il suo gioco in fase difensiva o di non possesso si svolgeva maggiormente nella zona sottostante al canestro particolarmente lato destro (con sguardo rivolto verso il canestro avversario). Mentre per quanto riguarda la fase offensiva o di possesso si svolgeva anche in questo caso nella zona centrale del campo in particolare tra la lunetta del tiro libero e il canestro. Le zone in rosso nei pressi della lunetta del tiro libero avversario sono evidenziate perché sono le aree dove maggiormente Howard stazionava per portare blocchi (i blocchi portati durante la serie sono stati 341) creando situazioni di pick and roll (da lui sfruttati) o penetrazione per i suoi compagni di squadra. In riferimento a questa fase di gioco di seguito è riportata una Heat Map (Grafico 2) per evidenziare le aree dalle quali il giocatore ha tirato a canestro. 

Grafico 2
Come si può vedere i tiri sono concentrati nell’area definita in gergo cestistico come “pitturato”. I tiri effettuati a canestro durante questa serie sono stati 62, dei quali 24 sono stati realizzati (8 con la mano sinistra, 11 mano destra e 5 schiacciate, di queste ultime due in alley-oop).

Grafico 3
Il Grafico 3 riporta invece le zone di campo percorse durante la serie Finals (6 partite) disputata dai Lakers contro i Miami Heat durante la stagione 2019-20. Da questa Heat Map si vede come in fase difensiva il grafico diventi rosso nella zona centrale del campo ma non più sotto canestro bensì sul perimetro dell’area del tiro da tre, e in verde chiaro sono evidenziate due aree lungo i lati del campo sempre intorno al limite dell’area del tiro da tre; questo perché Howard è diventato un giocatore molto più dinamico e rapido, potendo così effettuare repentini cambi di marcatura con i propri compagni, ed accoppiandosi ad avversari di ruolo diverso, ad esempio durante le Finals si è trovato a marcare in alcune situazioni di gioco Iguodala (Ala Piccola) o la stella Jimmy Butler (Guardia / Ala Piccola). Ma le aree occupate in fase difensiva non sono solamente frutto dei miglioramenti fisici e tecnico-tattici del centro statunitense, ma sono anche una conseguenza del differente modo di giocare dei “Centri” nel basket moderno; ormai parlare di ruoli nel basket moderno in particolare quello NBA, risulta essere una cosa antiquata in quanto ai lunghi moderni è richiesto avere buone doti di palleggio, cambio di direzione e perché no anche il tiro dalla distanza. Quindi Howard si è trovato a marcare il suo avversario, Adebayo, Leonard o Olynyk, non più nell’area sottostante al canestro come avvenuto con Bynum (centro Los Angeles Lakers 2008-09).

In fase offensiva o di possesso come vediamo nel Grafico 3, ricopre quasi tutte le zone all’interno dell’area avversaria, in modo particolare nello spazio adiacente alla linea di fondo campo di lato al canestro. Questa posizione è la situazione di partenza nel gioco del “nuovo” Dwight Howard, naturalmente dettata dalla posizione dei suoi compagni di squadra; Anthony Davis lasciato quasi sempre in isolamento con raddoppio difensivo, Lebron James a gestire la manovra mettendo in campo tutto il suo bagaglio fisico e tecnico-tattico, e due guardie con caratteristiche diverse, Danny Green tiratore e Caldwell-Pope più propenso a canestri in penetrazione ma che nell’ultima stagione disputata a messo in mostra anche lui un buon tiro dall’arco.

Grafico 4
Le aree evidenziate nel Grafico 4, indicano le aree dalle quali Howard ha effettuato i tiri nelle sei gare della serie finale contro Miami; possiamo vedere come i tiri provengano da tre macroaree, questo perché come spiegato in seguito nella sezione riguardante le statistiche, il 63% dei tiri effettuati sono state schiacciate (quasi esclusivamente in alley-oop). Infine, un’area in giallo in prossimità dell’arco dei 7,25 metri, questo perché Howard in Gara 6, ultima partita delle Finals 2019-20 ha concluso la sua stagione con un tiro da tre messo a segno (frutto di un processo evolutivo dal punto di vista tecnico, sul quale il giocatore sta lavorando nelle fasi di off-season NBA).

Confronto Statistiche Regular Season
In questa prima sezione dell’analisi ci si pone l’obiettivo di confrontare i dati statistici di Dwight Howard raccolti durante la regular season prendendo in considerazione tre stagioni del campionato NBA: 2008-09, 2012-13, 2019-20.

Tabella 1
Di seguito vengono riportati i grafici con i quali sono stati messi a confronto i dati e quindi valutata la prestazione del centro statunitense.

Grafico 5
Nel grafico sopra riportato è rappresentato il confronto tra i valori percentuali dei tiri da due punti effettuati (in blu) e quelli segnati (in arancione); come si può vedere nel tempo Dwight Howard ha ridotto il numero di tiri effettuato, aumentando invece il numero di tiri segnati, ciò fa dedurre che abbia variato il suo atteggiamento tattico in attacco e migliorando la qualità del tiro aumentando di conseguenza la percentuale di punti segnati. Relativamente a questo miglioramento al tiro, è importante sottolineare come abbia introdotto il tiro da tre punti (percentuali rappresentate nel Grafico 5) al suo repertorio tecnico, negli anni passati questo era un fondamentale totalmente assente (l’aggiunta del tiro da tre, insieme ad altri accorgimenti tecnico-tattici che vedremo dopo nell’analisi, rendono il suo modo di giocare più moderno ed adatto al basket attuale).

Grafico 6
Un fondamentale tecnico da sempre punto di forza dell’attuale centro dei Los Angeles Lakers, è il rimbalzo; è stato per molto tempo il migliore di tutta la lega per numero di rimbalzi raccolti, anche se durante gli anni che intercorrono tra la sua ultima stagione ad Orlando e il ritorno ai Los Angeles Lakers nel 2019, il numero di rimbalzi si è nettamente ridotto. Nella stagione appena terminata nella “Bolla” di Orlando, ha concluso la Regular Season ritornando a valori percentuali molto simili a quelli della sua migliore stagione ad Orlando (Grafico 7 e Grafico 8), ovvero 2008-09 quando portò i Magic in finale proprio contro i Lakers.

Grafico 7

Grafico 8
La NBA nel suo Database statistico “NBAStats”, che ogni anno viene aggiornato gara dopo gara contiene numerosi dati per ogni singolo giocatore, e con un algoritmo calcola la valutazione per ogni giocatore in fase offensiva e difensiva; analizzando i dati di Howard nelle tre stagioni prese in considerazione, vediamo come nella stagione 2019-20 (35 anni) abbia ottenuto risultati addirittura superiori a quello ottenuti nella stagione 2008-09 (24 anni).

Grafico 9
Confronto Statistiche Finals
In questa prima sezione dell’analisi ci si pone l’obiettivo di confrontare i dati statistici di Dwight Howard raccolti durante le Finals da lui giocate durante la carriera NBA durante le stagioni: 2008-09, 2019-20.

Tabella 2

Grafico 10
Il primo grafico preso in considerazione è descrittivo, dimostra come il minutaggio nella rotazione dei Los Angeles Lakers nelle Finals 2019-20 è inferiore rispetto a quelle della stagione 2008-09 ai tempi degli Orlando Magic; comunque possiamo notare come l’andamento della linea rappresentante il minutaggio sia molto affine da Gara 1 a Gara 5, con un maggiore minutaggio durante le prime due gare, che va a diminuire nelle quarte gare, per poi risalire in Gara 5.

Tabella 3

Grafico 11
Nella Tabella 3 e Grafico 7 sono riportati i valori del numero di tentativi di tiri da due punti effettuati, durante le Finals del 2008-09 (blu-bianco) e 2019-2020 (giallo-viola), si evince che abbia effettuato molti tiri in meno nelle ultime gare giocate, ma nel Grafico 10 e Grafico 11 si può vedere come l’efficacia dei tiri effettuati ai tempi dei Magic sia nettamente inferiore.

   Grafico 12

Grafico 13

Inoltre nel Grafico 13 si evidenzia come nella serie contro i Miami Heat del 2019-20, i tiri tentati da Howard siano quasi tutte schiacciate, questo perché il suo modo di giocare in fase offensiva è molto cambiato, come descritto nella sezione relativa all’analisi tattica del giocatore.

Grafico 14

Grafico 15

I grafici,le Heat maps, e le raccolte dati sono stati realizzati dal Match Analyst Alessandro Imbrogno, per quanto riguarda i dati sulla regular season 2008-09 e 2019-20 i dati sono stati estrapolati da NBAStats.

A cura di
Dott. Alessandro Imbrogno

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