I corticosteroidi, una classe di farmaci conosciuti, economici e ampiamente disponibili, migliorano il decorso del Covid nei pazienti affetti da forme gravi della malattia. La buona notizia arriva da una collaborazione internazionale che ha coinvolto 121 diversi ospedali in 8 Paesi, la Randomized Embedded Multifactorial Adaptive Platform-Community Acquired Pneumonia (REMAP-CAP), titolare di uno dei sette trial farmacologici attualmente in corso su questa famiglia di medicinali. La quasi totalità dei pazienti gravemente ammalati che ricevono corticosteroidi ne trae benefici tangibili: l’importanza dei medicinali testati è tale da aver spinto l’OMS ad aggiornare le linee guida ufficiali per il trattamento della malattia.

Effetto salvavita


I corticosteroidi (la classe di farmaci a cui appartiene il cortisone) sono medicinali di sintesi che imitano l’azione di ormoni naturali; hanno proprietà antinfiammatorie e regolano l’attività di metabolismo e sistema immunitario. Sono molto usati in caso di infiammazione cronica, reazioni allergiche e malattie autoimmuni. Tra marzo e giugno 2020 un team internazionale di scienziati coordinato dall’Università di Pittsburgh li ha testati in un trial randomizzato (provvisto cioè di un gruppo di controllo) su 403 adulti ricoverati in terapia intensiva per forme gravi di CoViD-19. Metà dei pazienti ha ricevuto infusioni del corticosteroide idrocortisone, l’altra metà no: dopo una settimana di terapia intravenosa c’era il 93% di probabilità che i malati trattati con idrocortisone si trovassero in condizioni migliori rispetto ai pazienti che non l’avevano ricevuto. I benefici si sono dimostrati stabili ed evidenti su ogni tipo di paziente grave, indipendentemente dalle origini, dal genere e dall’età – tutti fattori che hanno invece effetto sulla prognosi della malattia.

Possibilità di scelta

I risultati rafforzano le conclusioni di un altro importante trial farmacologico – recovery – che a giugno aveva evidenziato le potenzialità del desametasone, un altro corticosteroide, nel ridurre del 29% la mortalità per Covid nei pazienti bisognosi di supporto respiratorio. I corticosteroidi non sono la cura per il Covid, ma migliorano le possibilità di recupero anche nelle forme gravi; oltretutto, come emerge da questi studi, ne conosciamo ormai diversi che funzionano: tutti quelli testati finora hanno dato benefici, e questo è un fattore importante per scongiurare eventuali problemi di disponibilità di scorte.

Solo per i più gravi

I corticosteroidi non sono indicati per i pazienti con forme lievi di CoViD-19, perché abbassano la risposta immunitaria che in questi malati è appropriata e non fuori misura: usati in casi non gravi potrebbero sortire un effetto controproducente. Finora i test sono stati eseguiti solo su pazienti in terapia intensiva, e solo in Paesi industrializzati, dove i livelli sanitari sono più elevati: non è al momento noto come potrebbero agire in diverse condizioni.

Trial farmacologici come REMAP-CAP e RECOVERY stanno fornendo risultati fondamentali per il trattamento della malattia da SARS-CoV-2; è grazie a sperimentazioni serie e controllate come queste che la prognosi dei pazienti colpiti da CoViD-19 continua a migliorare, allontanandosi dall’incubo della primavera 2020. In particolare, REMAP-CAP è destinato a fornire risultati rapidi perché pensato per testare diverse combinazioni di farmaci simultaneamente.

FONTE: Focus

A cura di
Redazione

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