La respirazione è un fenomeno ritmico, la cui frequenza è regolata dalla concentrazione dell’anidride carbonica che stimola direttamente i centri del respiro. La funziona respiratoria, oltre che provvedere allo scambio di materiali gassosi fra l’ambiente esterno e il sangue (respirazione esterna) e fra il sangue e i tessuti (respirazione interna), ha lo scopo di arricchire il sangue di ossigeno e di depurarlo di anidride carbonica. 

L’affanno è infatti, determinato da una carenza di ossigeno, e non da eccessivo accumulo di anidride carbonica nel sangue.

L’atto respiratorio si esprime in 2 fasi: inspirazione ed espirazione.

Nell’inspirazione si determina contrazione del diaframma, dilatazione della gabbia toracica, ingresso di aria nei polmoni. Viene determinata dai muscoli: diaframma, scaleni, intercostali esterni.
Il diaframma è il muscolo principale, è un muscolo striato ma involontario ed ha la forma di una cupola convessa in alto verso i polmoni e depressa nel centro dove è situato il frenico.
Se si vuole incrementare il volume di aria inspirata e dargli una maggiore forza di espansione, bisogna effettuare una inspirazione forzata. In tal caso entrano in funzione i muscoli inspiratori accessori: sternocleidomastoidei, piccolo pettorale, grande pettorale, grande dorsale, dentato anteriore.

La seconda fase dell’atto respiratorio è l’espirazione, in cui si ha il rilassamento e la dilatazione del diaframma con espulsione di aria poiché, i polmoni, e la gabbia toracica, per la loro elasticità, si retraggono.

I muscoli espiratori, gli addominali, situati nella parte anteriore-inferiore del corpo, contraendosi bloccano la colonna in estensione e, abbassando le coste, facilitano la fuoriuscita dell’aria. La contrazione degli addominali è una contrazione di tipo concentrico per cui la normale espirazione si effettua anche per l’elasticità della gabbia toracica e l’azione dei muscoli accessori.

L’espirazione, se viene effettuata in maniera forzata, diviene un fenomeno attivo, ed è determinata dalla contrazione dei muscoli espiratori accessori: trasversi, obliqui interni ed esterni, retti addominali.

Il sistema di controllo della respirazione viene interpretato come un complesso meccanismo che si attua mediante diversi circuiti di regolazione retrograda (feedback). 

La respirazione fisiologica tranquilla di un soggetto sano è sempre addominale.

Le varie posizione del corpo intervengono nella respirazione. La posizione più favorevole è quella in piedi con busto leggermente inclinato in avanti per lasciare la mobilità alle prime coste, facilitare la risalita del diaframma e diminuire la resistenza dei visceri. 
La posizione in decubito supino è caratterizzata da un aumento considerevole della respirazione addominale.
Nella posizione in decubito supino è necessario mantenere il capo in doppio mento in modo da facilitare il sollevamento dello sterno e delle prime coste, le braccia extraruotate, ai lati del corpo con palme in alto e le gambe semipiegate con piedi posati a terra.

L’esecuzione degli esercizi si può abbinare alle fasi della respirazione sia in modo “anatomico che in modo “biomeccanico”.
In modo anatomico, la fase inspiratoria viene abbinata ai movimenti di estensione della colonna vertebrale, di abduzione degli arti superiori e di distensione degli arti inferiori. I movimenti degli arti inferiori si effettuano con lo scopo di ingrandire il volume della gabbia toracica.
La fase espiratoria viene associata ai movimenti di flessione della colonna vertebrale, di adduzione delle braccia e di flessione delle gambe.
In modo biomeccanico, la fase di inspirazione viene combinata con la fase di riposo muscolare, di recupero. La fase di espirazione viene associata alla fase del movimento attivo, dello sforzo.
Durante una contrazione addominale, sia l’apnea che l’espirazione esageratamente forzate, possono essere rischiose in quanto determinano il fenomeno conosciuto come “la manovra di valsava”. L’espirazione forzata a glottide chiusa può ridurre in maniera significativa il flusso sanguigno al cuore e al cervello, causando capogiri ed eventuali svenimenti. Per evitare ciò, quando si contraggono i muscoli addominali, bisogna espirare in maniera naturale.

Principi basilari della chinesiologia respiratoria
I fattori che determinano un difettoso modo di respirare possono essere ricondotti o a problemi di origine nervosa o a problemi di origine muscolo-articolare. Nell’uno o nell’altro caso il trattamento di educazione respiratoria deve essere considerato come presa di coscienza delle funzioni vitali e come apprendimento delle tecniche necessarie.
Per conseguire risultati soddisfacenti tramite l’educazione respiratoria è necessario che:

  • Ogni atto respiratorio venga eseguito dopo aver provocato un aumento della richiesta di ossigeno: ciò perché la richiesta dell’organismo è proporzionale al bisogno;
  • L’espirazione deve essere più lenta e più lunga dell’inspirazione per impedire un eccessivo aumento della concentrazione ematica di anidride carbonica;
  • La respirazione deve avvenire attraverso il naso.

La respirazione nasale, pur garantendo la ventilazione polmonare a riposo e durante sforzi leggeri, oppone una certa resistenza al passaggio dell’aria e pertanto viene sconsigliata nella prestazione sportiva perché è di ostacolo all’ottenimento dei massimi valori ventilatori.
Nella respirazione effettuata con fini chinesiterapici, all’inizio, può essere preferibile utilizzare l’espirazione boccale e ciò per un maggiore controllo della quantità di aria che esce all’esterno, o per la necessità di espellere una maggiore quantità di aria superiore a quella espulsa normalmente. La bocca deve essere atteggiata ad “O” in modo da fare uscire l’aria forzatamente e ciò per evitare un’eventuale congestione polmonare.

Tecnica di apprendimento
Un corretto funzionamento del centro respiratorio permette di adeguare plasticamente la respirazione alle molteplici richieste che le pervengono nelle varie attività (ad esempio nel sonno, nel riposo, durante le attività).
La regolazione di una sinergia respiratoria implica come presupposto la possibilità di sapersi rilassare; attraverso il rilassamento difatti vengono ridotte le sollecitazioni dei centri nervosi superiori nella sostanza reticolare pontina e quindi anche sul centro respiratorio. 

Educazione dell’atto respiratorio
L’apprendimento di una corretta tecnica respiratoria è intimamente legato all’apprendimento della tecnica del rilassamento. Si procede con:

  • Presa di coscienza della respirazione nasale;
  • Presa di coscienza dell’atto respiratorio;
  • Presa di coscienza della respirazione addominale;
  • Presa di coscienza della respirazione toracica;
  • Presa di coscienza della respirazione completa.

Problemi di notevole importanza dell’educazione respiratoria sono sia quello di elasticizzare la gabbia toracica per impedire il suo progressivo irrigidimento, sia quello di potenziare i muscoli della respirazione. Gli esercizi utili a tale scopo sono quelli che servono:

  • Al miglioramento dell’elasticità toracica e vertebrale;
  • Al riequilibrio dei muscoli erettori della colonna vertebrale e alla tonificazione dei muscoli scapolari e addominali;
  • Al miglioramento della meccanica respiratoria.

I muscoli erettori della colonna vertebrale giocano un ruolo accessorio importante nella meccanica respiratoria in quanto consentono di realizzare, per mezzo della posizione eretta del rachide, un migliore equilibrio e una maggiore espansione della gabbia toracica. 
Un esercizio d’importanza fondamentale è l’autoallungamento associato ad ogni movimento posturale e correttivo, unitamente al ritmo respiratorio. Consente di sviluppare e migliorare la funzione primaria di sostegno dei muscoli spinali profondi.
Gli esercizi spiroscopici favoriscono la mobilizzazione della gabbia toracica e la tonificazione dei muscoli. Tra i più noti ricordiamo:

  • Esercizi di respirazione profonda allo spirometro;
  • Esercizi di gonfiatura di un palloncino;
  • Esercizi di apnea ecc.

Educazione respiratoria nelle alterazioni morfologiche

  • Controllo nervoso;
  • Educazione dell’atto respiratoriopresa di coscienza di respirazione nasale, atto respiratorio, respirazione addominale, toracica, completa e adattamento al ritmo respiratorio;
  • Rieducazione e potenziamento delle componenti anatomo-meccaniche: miglioramento dell’elasticità toracica e vertebrale, della componente muscolare, della meccanica respiratoria;
  • Potenziamento metabolico e cardio-respiratorio: mediante corsa di condizionamento, andature, saltelli, esercizi a corpo libero, attività sportive, nuoto.

A cura di
Dott.ssa Marta Doria e Dott. Gianmaria Celia

Commenta con Facebook