Una bomba sganciata sul Giro d’Italia, molto più pesante della pioggia caduta senza tregua sui corridori in questi giorni. La EF Pro Cycling, squadra statunitense, ha spedito una richiesta formale all’UCI, l’Unione Ciclistica Internazionale, per fermare il Giro d’Italia lunedì prossimo.

La motivazione? La “chiara compromissione della bolla” nella quale corridori e staff vivono dalla partenza di Monreale.

Questa la replica del direttore del Giro Mauro Vegni: “La giornata è iniziata con notizie non corrette sulla positività di un gruppo di agenti di polizia, tant’è vero che è arrivata una smentita da parte del Ministero degli Interni (i motociclisti appartenevano alla scorta del Giro e, non avevano dunque avuto alcun contatto con la carovana del Giro dei professionisti).

Il virus c’è, prosegue Vegni, non solo al Giro d’Italia, ma bisogna avere il coraggio di andare avanti seguendo le regole ed operando con serietà. Rispetto le paure e i dubbi dei ragazzi, noi stiamo facendo tutto quanto è nelle nostre possibilità per garantire la sicurezza e la salute. Ma la “bolla di tranquillità” dovrebbero crearla prima di tutto le squadre e coloro che stanno attorno ai corridori”.

Nella “proposta” della EF, che lascia comunque intendere di poter lasciare il Giro in ogni caso, ci sono altri 2 controlli a tappeto entro la fine della settimana e la cristallizzazione delle classifiche con la vittoria assegnata dopo due terzi di corsa. Il presidente dell’UCI David Lappartient ha immediatamente respinto le proposte della EF, sottolineando come un ulteriore screening sia già previsto tra giovedì e venerdì, in aggiunta a quello programmato per lunedì: “Sappiamo che finire la stagione rappresenta una sfida difficile – ha scritto Lappartient – e sappiamo che per vincerla serve spirito di collaborazione e unità da parte di tutti. Con le misure già previste crediamo nell’obiettivo comune di continuare la competizione nelle condizioni più sicure”.

Il conto dei positivi dopo 12 tappe resta fermo a 3 corridori e 6 membri dello staff (si sono già ritirate la Mitchelton-Scott e la Jumbo-Visma). Il protocollo sanitario nei prossimi giorni verrà implementato con una serie di tamponi supplementari sia molecolari sia antigenici, a risposta rapida.

A cura di
Redazione

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