Il movimento è la caratteristica fondamentale della vita e questa attività viene svolta, come sappiamo, dalla muscolatura. Tuttavia, questo sistema, talvolta, può andare incontro a sintomatologie dolorose portate da molteplici cause. Una di queste è rappresentata dai trigger point.

Cuffia dei rotatori
La cuffia dei rotatori è un complesso muscolo-tendineo costituito dall’insieme di 4 muscoli e dai rispettivi tendini:

  • Superiormente troviamo il tendine del muscolo sovraspinato;
  • Anteriormente quello del muscolo sottoscapolare;
  • Posteriormente i tendini dei muscoli sottospinato e piccolo rotondo.

Questi muscoli con la loro contrazione tonica stabilizzano la spalla impedendone la lussazione (fuoriuscita della testa omerale dalla cavità glenoidea). I tendini piuttosto vasti proteggono l’intera articolazione formando una vera e propria cuffia che avvolge la parte superiore dell’omero.

Cos’è un trigger point?
Janet Travell descrive il punto trigger come un “locus iper-irritabile all’interno di una banda di muscolo scheletrico, individuabile nel tessuto muscolare e/o nella fascia ad esso assegnata” (Travell & Simons 1982).
I muscoli presentano una fascia che li rivestono, infatti i setti di tessuto connettivo penetrano nei muscoli stessi dividendoli in fasci. Inoltre, questi setti, a loro volta, si suddividono fino ad ottenere fibre di tessuto connettivo che circondano ogni singola cellula muscolare (Jenkins 1991).

Trigger point e cuffia dei rotatori
Nei soggetti che praticano sport in cui è presente un importante utilizzo degli arti superiori, capita che si possano presentare problemi alla cuffia dei rotatori. Ebbene questa sintomatologia dolorosa si può propagare su altri distretti anatomici tramite i cosiddetti trigger point.

Attraverso il trattamento dei trigger point è possibile migliorare alcune disfunzioni legate all’apparato muscolo-scheletrico. Tuttavia, questa possibilità deve essere presa in considerazione analizzando la globalità del soggetto da parte di uno specialista.

MAPPA TRIGGER POINT

Sovraspinato
L’origine di questo muscolo si trova nella fossa sovraspinata della scapola, l’inserzione invece è sul tubercolo maggiore dell’omero. La sua azione è quella di assistere il deltoide nell’abduzione dell’omero contribuendo a stabilizzare la testa dell’omero nella suddetta fossa.
Il dolore tendenzialmente è concentrato nella media regione deltoidea, ma più profondo quando il braccio è a riposo. Inoltre, si estende verso il basso, lungo braccio e avambraccio, concentrandosi a volte sull’epicondilo laterale. In genere il dolore si avverte durante l’abduzione.

Infraspinato
La sua origine è sui due terzi mediali della fossa infraspinata, posta in posizione distale rispetto alla spina scapolare. L’inserzione si trova sulla parte posteriore della tuberosità maggiore dell’omero. Questo muscolo contribuisce alla rotazione esterna dell’omero.
I trigger point prossimali provocano un dolore profondo nella regione del deltoide anteriore che si estende anteriormente e lateralmente sul braccio, arrivando a volte fino all’avambraccio e alla metà radiale della mano. Il dolore può anche estendersi alla regione suboccipitale e alle aree cervicali posteriori.

Al contrario I trigger point distali provocano dolore tra la spina scapolare e il suo margine vertebrale.

Piccolo rotondo
La sua origine si trova sui due terzi prossimali del margine laterale della scapola, sulla faccia dorsale. La sua inserzione si trova sulla parte posteriore della grande tuberosità dell’omero, più distale rispetto al punto di attacco dell’infraspinato.
Il piccolo rotondo ruota l’omero verso l’esterno agendo insieme all’infraspinato.
Il dolore si propaga sulla porzione posteriore del deltoide, a volte esso è anche localizzato sulla parte postero-superiore laterale del braccio.

Sottoscapolare
Origina dalla fossa sottoscapolare sulla faccia ventrale della scapola e si inserisce sulla piccola tuberosità dell’omero. La sua azione è quella di ruotare internamente l’omero. Il dolore si concentra nell’area del deltoide posteriore e può estendersi fino alla scapola lungo la parte posteriore del braccio. Inoltre, potrebbe anche “saltare” l’avambraccio ripresentandosi a livello del polso.
I trigger point di questo muscolo potrebbero creare un’instabilità della spalla contribuendo alla sublussazione della testa dell’omero.

Riferimenti Bibliografici
Finando D., et al – La Terapia dei Trigger Point per il Trattamento del Dolore Muscolare. Edizioni Mediterranee, Roma – 1999;

Jenkins D.B. – Hollinshead’s Functional Anatomy of the Limbs and Back. Saunders, Filadelfia – 1991;

Travell J., et al – Myofascial Pain and Dysfunction: the Trigger Point Manual. Williams and Wilkins, Baltimora – 1982;

A cura di
Dott. Gianmaria Celia e Dott. Marta Doria

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