Giocare in una bolla, come il basket Americano, controllare in maniera forte il personale e lo staff, con questa circolazione del virus, è un’ipotesi fattibile”.
Il suggerimento arriva da Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, ospite della trasmissione Tiki Taka su Italia1. Secondo l’esperto l’attuale protocollo va modificato: “Quello era un protocollo elaborato in una fase dell’epidemia calante. In questo momento è anche peggio di marzo. Quindi dobbiamo naturalmente rivedere le cose alla luce di questo”.

CASO RENNES – Ricciardi ragiona anche sulla presenza del pubblico negli stadi: “Abbiamo studiato Atalanta-Valencia e Liverpool-Atletico Madrid (giocate a febbraio e a marzo 2020).
Possiamo dire, senza ombra di dubbio, che queste due partite sono state motore di circolazione del virus, purtroppo di tanti malati e purtroppo anche di molti morti. Ho paura che succederà la stessa cosa con la partita Rennes-Krasnodar. Sarà sicuramente una bomba microbiologica data la circolazione attuale in Francia”.

Ai microfoni di TGZero di Radio Capital, il consulente del ministro alla salute ha parlato della situazione riguardante Napoli e Milano: “Ci sono delle aree del Paese dove la trasmissione è esponenziale e le ultime restrizioni adottate, che possono essere efficaci nel resto del territorio, in quelle zone non sono valide per fermare il contagio.
A Milano e Napoli uno può prendere il Covid entrando al bar, al ristorante, prendendo l’autobus. Stare a contatto stretto con un positivo è facilissimo perché il virus circola tantissimo. In queste aree il lockdown è necessario, in altre aree del Paese no”.

Ricciardi ha poi sottolineato che “ci troviamo in presenza di migliaia di soggetti asintomatici che tornano a casa, dove non si indossa la mascherina, ci si bacia e ci si abbraccia“. Interpellato poi sulle critiche di Matteo Renzi per la chiusura cinema e teatri, Ricciardi ha risposto che “dipende da dove sei. Se sei a Milano è un luogo dove puoi prenderti il virus anche al cinema. In altre città la situazione non è la stessa. A Milano e Napoli è impensabile qualsiasi attività che prevede l’avvicinarsi di persone negli spazi chiusi”.

A cura di
Redazione

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