Gli elementi base: saltare – ruotare – estendere.

Il modello tecnico fondamentale della disciplina dei tuffi si compone di 3 elementi base: saltare, ruotare ed estendere. Ognuno di questi elementi di base svolge una funzione precisa, al cui centro troviamo il controllo del movimento del corpo rispetto alla forza di gravità.


Saltare
Lo stacco può avvenire da una superficie rigida o da una superfici elastica. Indipendentemente dalla superficie di stacco e dalle divere varietà di tuffi, si possono identificare alcuni elementi comuni a tutte le successioni di movimento di stacco. La tuffatrice, tramite una corretta posizione di partenza si prepara al tuffo e si garantisce le condizioni ideali per la sua esecuzione. Lo stacco ottimale dal trampolino avviene con rincorsa. Le braccia eseguono un movimento di slancio solo nelle rotazioni all’indietro. Nelle rotazioni in avanti le braccia restano in alto fino all’inizio della rotazione. È meglio imparare prima lo stacco senza movimenti delle braccia.

Ruotare
Impulsi rotatori possono essere prodotti solamene fino a quando i piedi hanno ancora un contatto diretto con la superficie. Il principio consiste nello spostare l’asse verticale del centro di gravità del corpo rispetto alla verticale del punto di stacco. Quando ciò avviene, la forza di gravità e la forza di spinta del trampolino non sono più l’una perpendicolare all’altra e si genera un movimento che provoca la rotazione. Quando i piedi si staccano dal suolo, questo movimento di rotazione genera un impulso, che provoca la rotazione del corpo sull’asse trasversale.

Estendere
Una buona tensione del corpo permette un buon controllo del tuffo ed è una condizione importante per un’entrata in acqua senza schizzi!
La tensione si distingue dall’irrigidimento per un’utilizzazione differenziata della forza. I gruppi muscolari vengono contratti in modo tale da realizzare le funzioni della tensione e malgrado ciò rendere possibile un’esecuzione rapida dei movimenti.

L’entrata in acqua: il corpo è esteso con una tensione adeguata dalla punta dei piedi alle mani. La testa è incastrata tra le braccia, le mani si trovano una sull’altra ed i gomiti delle braccia tese sono leggermente ruotati all’interno per bloccare la posizione delle braccia. Lo sguardo è diretto sul punto di entrata in acqua, senza piegare la testa in dietro verso la nuca.
Nell’entrata in acqua si cerca di passare tutto il corpo attraverso un “foro” unico.

A cura di
Dott.ssa Bernadette Anna Polito

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