Veronica Paccagnella è una ragazzina di 17 anni, capace di vincere ben 4 medaglie agli Special Olympics 2019 di Abu Dhabi nella sua specialità: la ginnastica artistica.

Da piccola dicevo di essere ‘ammalata’ di sindrome di Down, ma la mamma, poi, mi ha spiegato che non è una malattia, ma una condizione genetica. Crescendo ho capito che faccio un po’ più fatica degli altri, ma posso raggiungere grandi risultati e lo sport è stato un grande aiuto.”

Le medaglie che Veronica ha conquistato sono la testimonianza di un secondo posto e di 3 terzi posti: medaglia d’argento nel volteggio e bronzo alla trave e corpo libero.
La ginnasta italiana è riuscita nella sua impresa superando non solo le avversarie, ma anche le difficoltà che ha incontrato nella vita: affetta dalla sindrome di Down, è riuscita in un risultato incredibile grazie alle sue abilità ginniche ma, ancor di più, grazie alla sua tenacia.

Ma che cos’è la sindrome di Down?
La sindrome di Down, detta anche trisomia 21, è una condizione cromosomica che si verifica a causa della presenza di una coppia in più del cromosoma 21. Circa il 95% dei casi di sindrome di Down sono generati dalla presenza di questo cromosoma in più, negli altri casi il cromosoma 21 ha subito una traslocazione, ovvero si è attaccato a un altro cromosoma in maniera errata.
Questa condizione nei soggetti portatori comporta dei ritardi mentali e fisici e tratti somatici piuttosto caratteristici come il viso ampio e piatto e gli occhi inclinati.

Nel corso degli anni, grazie anche a una maggiore attenzione verso questa patologia, le condizioni di vita di queste persone sono migliorate: a fronte di una vita media attorno ai 55 anni, si registrano casi di persone affette da questa patologia che hanno raggiunto i 70 e gli 80 anni.

Spesso possono essere colpite da complicazioni cardiache o leucemie, che in molti casi diventano causa di morte. La stessa Veronica è stata colpita da leucemia a soli 2 anni, ma le cure tempestive le hanno permesso di guarire.

Quando lo sport è un’arma in più
La storia di Veronica è una storia di coraggio: quello della sua famiglia, che non si è arresa e l’ha aiutata fin dalla nascita, e quello di una ragazzina che ha superato prove terribili come la leucemia e la morte del padre.

A 17 anni, Veronica ha già oltrepassato tanti ostacoli e questo le ha permesso di raggiungere risultati eccezionali anche nel campo sportivo, la ginnastica artistica, che lei definisce una vera passione.
Fin da piccolina ha praticato sport con ottimi risultati: prima il nuoto poi l’atletica. Finché un giorno è entrata quasi per caso in una palestra dove si stava svolgendo una lezione di ginnastica artistica ed ha capito che era quello il percorso giusto per lei.

Nonostante sia molto portata per questo sport e impari in fretta, non è stato tutto facile come si potrebbe credere. Piccole e grandi difficoltà si sono intromesse nel suo percorso di crescita in queste discipline.
La sua allenatrice racconta che ci è voluto un po’ di tempo per farle superare la paura di staccarsi da terra ed eseguire gli esercizi sulla trave o alle parallele. Difficoltà poco visibili dall’esterno, ma molto significative per chi le vive sulla propria pelle.

Tuttavia, assieme ai suoi famigliari e ai suoi allenatori, ha perseguito con passione e volontà il proprio obiettivo: è lei stessa ad affermare di muoversi bene soprattutto nelle regole.
La matematica così come la ginnastica, non appena vinta la paura, sono diventate il suo forte perché le permettono di ripetere con precisione uno schema acquisito e di realizzarsi entro confini da spostare sempre un po’ più in là.

Sindrome di Down e Sport: ecco i vantaggi
Oggi una nuova mentalità inclusiva, che offre pari opportunità ai diversamente abili, si lega strettamente allo sport che già da tempo ha aperto le sue porte anche a questi atleti.

Gli Special Olympics, nati negli anni ’60 negli Stati Uniti e diffusi oggi in quasi tutto il mondo, sono un’istituzione importantissima che ha un impatto molto positivo sulla qualità della vita delle persone disabili sotto parecchi punti di vista.

Lo sport, infatti, permette di focalizzare l’attenzione sui punti di forza di ciascun atleta, dando meno peso alla loro disabilità e combattendo l’isolamento.
Ma non solo: anche a livello fisico permette di far vivere gli atleti in modo sano e di aiutarli in relazione alla loro patologia. Una alimentazione corretta e uno stile di vita sano e controllato sono il miglior modo per tutelare la salute di queste persone, potenzialmente più a rischio di altre. La possibilità, poi, di partecipare a competizioni sportive di alto livello, come appunto di Special Olympics, è di stimolo per gli atleti stessi e fonte d’ispirazione per quei soggetti che vengono invogliati a provarci.

L’obiettivo degli operatori degli Special Olympics è proprio quello di raggiungere tutte le persone con disabilità intellettiva (sono oltre un milione e trecentomila in Italia), per offrire loro la possibilità di trovare una nuova strada.
Anche a livello sociale, questi eventi hanno portato una sensibilizzazione molto importante, che può addirittura modificare l’opinione collettiva, spezzando barriere culturali e pregiudizi.

Proprio per questo i successi di Veronica Paccagnella sono così importanti: hanno un significato che travalica l’impresa personale e che, gara dopo gara, possono contribuire a segnare la storia dello sport.


A cura di
Dott. Gianmaria Celia e Dott.ssa Marta Doria

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