I corsi sportivi extrascolastici per bambini e adolescenti stanno per cominciare, ma come ci si regola con il certificato medico sportivo? Dove si può fare e quali sono i costi?

Quando non è obbligatorio

Il certificato medico sportivo non è obbligatorio per bambini dagli 0 ai 6 anni ed è stata fatta questa scelta per incentivare lo sport anche tra i più piccoli senza gravare sulle famiglie. Tuttavia, molti genitori si saranno sentiti comunque richiedere il certificato da parte delle strutture sportive, che siano palestre o piscine. Succede per motivi assicurativi perché nella stragrande maggioranza dei casi la polizza assicurativa prevede una certificazione.

Attività sportiva non agonistica

Il certificato medico per l’attività sportiva non agonistica non è obbligatorio ma facoltativo se l’attività viene svolta all’interno di società non affiliate al CONI o altre Federazioni o Enti sportivi. Il certificato diventa però obbligatorio quando il piccolo atleta frequenta corsi organizzati da società sportive affiliate alle Federazioni nazionali o agli Enti riconosciuti dal CONI; o quando lo studente partecipa ai giochi sportivi studenteschi o se frequenta attività para-scolastiche organizzate dalle scuole. Il certificato può essere rilasciato dal pediatra, dal medico di medicina generale o dal medico dello sport. Il certificato ha un costo di circa 35-40 euro a cui va aggiunto il costo dell’elettrocardiogramma (circa 20 euro). Il pediatra dovrebbe rilasciare il certificato gratuitamente in caso di attività sportive organizzate dalle scuole, su richiesta del dirigente scolastico.

Secondo la normativa è prevista l’effettuazione di un elettrocardiogramma almeno una volta nella vita. Anche in questo caso la scelta è stata fatta per motivi di costo e per non gravare ulteriormente sulle tasche delle famiglie. Tuttavia, la Federazione medico sportiva ha scelto di offrire l’elettrocardiogramma che è compreso nel costo della certificazione. Questo perché l’elettrocardiogramma permette di individuare problemi cardiaci temporanei, come possono essere infiammazioni cardiache come la miocardite o la pericardite.

Attività sportiva agonistica

Il certificato di idoneità all’attività sportiva agonistica è obbligatorio per gli sport praticati a livello agonistico (significa che l’atleta partecipa a gare). Ogni disciplina sportiva prevede un’età minima per la pratica agonistica (dagli 8 anni del nuoto ai 12 del calcio) e il certificato viene rilasciato nei centri Asl o in centri accreditati dalla regione. Se è la stessa società sportiva a farne richiesta il certificato per i minorenni viene rilasciato gratuitamente e i costi sono a carico della regione. Lo scorso inverno si è registrato un picco di visite medico sportive per nuovi atleti agonisti: in realtà si trattava di un escamotage per poter proseguire gli allenamenti, autorizzati solo per gli atleti agonisti nelle regioni rosse. Ora il fenomeno non si sta verificando, tuttavia non è da escludere che qualche centro sportivo possa richiedere già in partenza il certificato agonistico per aggirare il problema in caso di nuove chiusure per Covid.

Il certificato di idoneità sportiva per la pratica agonistica prevede una visita medica accurata. In particolare, viene svolto un elettrocardiogramma a riposo e poi sotto sforzo per verificare le capacità di recupero, spirometria, esame delle urine ma ogni attività sportiva può richiedere test diversi.

Chi è guarito dal Covid

Nel febbraio scorso il Ministero della Salute ha emanato le linee guida indirizzate agli atleti agonisti non professionisti guariti dal Covid. Gli atleti che sono guariti da Covid-19 (accertato con tampone molecolare o presunto con sintomi compatibili) devono sottoporsi a visita medico- sportiva non prima di 30 giorni dalla guarigione senza attendere la scadenza del certificato. In base alla gravità dei sintomi accusati sono indicati una serie di esami in più rispetto alla tradizionale visita, proprio per indagare eventuali strascichi a livello cardiaco e polmonare. Ad esempio, chi ha avuto un’infezione asintomatica o lieve dovrà sottoporsi a un test da sforzo massimale con monitoraggio ECG e misurazione dell’ossigenazione prima, durante e dopo lo sforzo, l’eco-cardiogramma color-Doppler del cuore e un esame spirometrico per valutare gli scambi respiratori dei polmoni. A chi si è ammalato in modo «moderato» o ha dovuto essere ricoverato in ospedale va aggiunto l’ECG Holter delle 24 ore. Tale esame andrà eseguito anche mentre si svolge un allenamento. Inoltre, andranno eseguiti esami del sangue (che includono marcatori del danno cardiaco, quali la troponina, marcatori di infiammazione e coagulazione) e delle urine.

Infine, chi ha avuto la malattia in forma severa dovrà essere sottoposto, a discrezione del medico, a ulteriori accertamenti radiologici polmonari, come ad esempio la TC polmonare. Una volta ottenuta l’idoneità per tornare in attività l’atleta potrà riprendere gli allenamenti in modo graduale.

Le linee guida sono un’indicazione, non un obbligo e riguardano la prima visita per idoneità agonistica effettuata dopo la malattia, a prescindere dal tempo trascorso dalla guarigione. Non è escluso che possano essere modificate almeno per chi ha avuto Covid asintomatico, in base anche alle ricerche che studiano le conseguenze del Long Covid. Anche per i non agonisti il medico certificatore potrebbe richiedere a sua discrezione esami supplementari dopo la guarigione dal Covid.

A cura di
Redazione

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