Il Comitato Tecnico Scientifico ha suggerito all’esecutivo lo stop alle partite degli sport di contatto a livello amatoriale tra le misure da inserire nel nuovo DPCM.

Il provvedimento riguarderebbe il livello amatoriale di tutti gli sport di contatto, considerati potenziali focolai di contagio in assenza di dispositivi di protezione individuale per allenamenti e partite. Il perimetro delle categorie coinvolte va definito ancora con esattezza, ma è chiaro che c’è il rischio concreto di fermare l’attività di moltissimi club.
Il nodo è legato all’interpretazione del concetto di “sport amatoriale”: a stretti termini di legge l’unica categoria professionistica per status giuridico è la serie A, applicando in maniera rigida questo principio dovrebbero però restare attivi solo i campionati di calcio e basket in regime di legge 91, dunque l’interpretazione è ancora da definire.
Se però il criterio utilizzato fosse quello delle verifiche, gli attuali protocolli FIP prevedono controlli costanti solo per la serie A, dove da 10 giorni vige l’obbligo di tampone 48 ore prima di ogni partita, mentre per A2 e B c’è solo l’obbligo del test sierologico e del tampone prima dell’inizio dell’attività agonistica.

Qualora l’indicazione del CTS dovesse essere accolta in toto dal Governo, l’applicazione integrale significherebbe fermare in blocco tutta l’attività regionale dei campionati senior (C Gold, Silver, D, Promozione e Prima Divisione) e tutta l’attività giovanile maschile e femminile. Il blocco ipotizzato dal Governo cancellerebbe in poche ore mesi di lavoro per programmare la ripresa dell’attività, col punto interrogativo sull’effettiva disputa della stagione 2020/21 se lo stop si protraesse fino al termine dello stato di emergenza appena prolungato al 31 gennaio.

A cura di
Redazione

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