Il rachide cervicale è composto da sette vertebre che possiamo dividere a livello anatomico e funzionale in cervicale superiore (composta da atlante ed epistrofeo) e cervicale inferiore (da C III a C VII). I muscoli maggiori che permettono il movimento del rachide cervicale sono a livello superficiale:

  • Lo sternocleidomastoideo, che permette la rotazione della testa controlateralmente con contrazione unilaterale, l’inclinazione della testa omolateralmente con contrazione unilaterale e l’estensione del collo. Se la contrazione è bilaterale allora i movimenti saranno di flessione ed estensione del collo;
  • fasci superiori del trapezio, che permettono estensione, inclinazione omolaterale e rotazione controlaterale del collo.

Altri muscoli con funzione di movimenti sono lo splenio della testa, lo splenio del collo e la muscolatura profonda.

Tra le diverse disfunzioni del rachide cervicale la contrattura risulta una delle più frequenti con conseguente sintomo dolorifico. Un’eccessiva tensione muscolare a livello cervicale o una sensazione di dolore possono essere però anche sintomi di stiramento o di un’importante lunghezza muscolare, o in alcuni casi ancora di un’altra disfunzione frequente, cioè la protrazione del capo. Concentrandosi sulla contrattura e lo stiramento, ovvero due condizioni completamente opposte tra loro, è molto importante analizzare in toto i sintomi per avere conferme su quale tipologia di piano di lavoro utilizzare. 

Per quanto riguarda la contrattura i sintomi sono:

  • Dolore che insorge dopo attività fisica intensa, postura mantenuta per lungo tempo o sovraccarico eccessivo con protrazione del capo;
  • Dolore localizzato, acuto e a volte comprendente delle zone limitrofe;
  • Evocazione del dolore con la contrazione del muscolo;
  • Risoluzione spontanea in poco tempo (giorni o settimane);
  • Ridotta mobilità portando il muscolo in allungamento.

I sintomi dello stiramento invece sono:

  • Dolore che insorge lentamente e connesso alla posizione di depressione delle spalle;
  • Dolore sull’intero ventre muscolare e descritto spesso con il termine “tensione” dal collo alla testa;
  • Portando il muscolo in contrazione (accorciamento) risulta diminuita la tensione;
  • Problema ricorrente per lungo tempo (mesi/anni);
  • Ridotta mobilità cervicale e sintomi che si amplificano con allungamento ulteriore del muscolo.

Rispetto ai protocolli d’esercizio, nel caso della contrattura il lavoro utilizzato prevede allenamenti a basso impatto con carichi di lavoro ridotti sui muscoli cervicali, stretching a bassa intensità o talvolta anche la tecnica del massaggio. Importante è anche la focalizzazione: sulla prevenzione, migliorando la funzionalità; sul riscaldamento, basato su movimenti ripetuti e che seguano tutti i piani di movimenti e l’allontanamento dall’idea dello stop all’esercizio fisico, eseguito tenendo presente il range di dolore del soggetto. 

Per quanto riguardo lo stiramento l’allenamento organizzato deve basarsi sul basso impatto con stimoli di accorciamento del muscolo mentre utilizzare il massaggio o lo stretching in questo caso può portare a un peggioramento della situazione con riduzione della mobilità del collo.

Riferimenti bibliografici

Sahrmann, Sindromi da Disfunzione del Sistema di Movimento – Estremita’, Colonna Cervicale e Toracica Gestione dello Stadio Acuto e Trattamento a Lungo Termine, Elsevier – Masson, 2012;

F. Calle, Personal Trainer Funzionale, Elika Editrice, gennaio 2016;

A cura di 
Dott.ssa Sonia Bolla 

Commenta con Facebook