Il continuo controllo della prestazione sport-specifica porta alla strutturazione di un modello prestativo che è un sistema o gruppo di elementi interdipendenti che, riuniti insieme però, non sono la semplice somma delle sue componenti; per questo, qualsiasi azione effettuata su un qualsiasi elemento del modello andrà inevitabilmente a influenzare tutto il sistema.
Quando si allena un calciatore, come qualsiasi atleta, è necessario conoscere il modello prestativo dello sport per cui esso compete sotto il profilo del carico interno (es. frequenza cardiaca) e del carico esterno (es. distanza percorsa, accelerazioni, decelerazioni ecc.).
Per quanto riguarda gli aspetti cardio-circolatori (centrali), ad esempio, è importante sapere per quanto tempo il calciatore lavora ad una frequenza maggiore dell’85% della FCmax (alta intensità) e sopra al 90% (altissima intensità). Analogo discorso vale per quanto riguarda altri aspetti della prestazione come, ad esempio, il numero e la tipologia dei cambi di direzione, la distanza totale percorsa e quella percorsa a varie velocità, il numero di accelerazioni e decelerazioni.

Conoscere il modello prestativo significa anche comprendere che la prestazione nel calcio non è lineare durante la competizione, ma si possono riscontrare delle alternanze di attività. Tra gli aspetti sicuramente da monitorare vi è l’andamento della performance tra il primo e il secondo tempo della partita, in cui spesso si può evidenziare un decremento della prestazione da parte degli atleti, decremento di cui risulta importante conoscerne l’entità.

Se ci volessimo addentrare nel confronto del modello prestativo, suddividendolo per ruoli, si può notare come esso varia proprio in funzione dei diversi reparti considerati. Ad esempio, si osserva che esistono valori differenti per quanto riguarda la distanza totale percorsa, quella sopra i 15 km/h e sopra i 20 km/h, ed il numero di accelerazioni maggiori di 2 m/s².

Lo studio si potrebbe ulteriormente ampliare, andando ad analizzare e osservare le singole categorie monitorate; questo confronto trasversale del settore giovanile potrebbe risultare utile per osservare come il modello prestativo possa variare in base all’età dei soggetti e anche alle scelte tecnico-tattiche degli staff. Si verranno ad avere così andamenti diversi dei parametri selezionati, non solo tra i ruoli, ma anche tra le diverse categorie.

Nella filosofia moderna il modello prestativo viene utilizzato come riferimento per il carico mensile, settimanale, giornaliero, di una singola esercitazione e, anche, come scritto precedentemente, per il confronto tra le diverse categorie. Oggi, con lo sviluppo della tecnologia e in particolare dei sistemi GPS in ambito calcistico, è quindi possibile mettere in paragone tutti gli indici di carico con quanto viene proposto durante la settimana o durante un singolo allenamento. Inoltre, è possibile confrontare il tipo di richieste fatte ad un singolo giocatore in una determinata esercitazione rispetto alla competizione.

Il calcio è uno sport di tipo intermittente caratterizzato da un cambio di attività ogni 4-6 secondi, 1100 diversi tipi di attività in una partita, 220 fasi svolte ad alta intensità. Durante il match si percorrono mediamente 10-12 km e la distanza percorsa è correlata al ruolo ricoperto e alle scelte tecnico-tattiche: tipicamente la maggiore distanza viene ricoperta dai centrocampisti centrali ed esterni, mentre i difensori centrali sono quelli che ne percorrono meno. 

Nella analisi del modello prestativo risulta determinante il monitoraggio e la valutazione delle diverse intensità di gioco. A tal proposito, come si può notare da uno studio condotto da Di Salvo si percorrono: 3709 ± 260 m in camminata (da 0,2 a 7,2 km/h), 4468 ± 518 m in corsa a bassa intensità (da 7,3 a 14,4 km/h), 1877 ± 413 m in corsa a moderata intensità (da 14,4 a 19,8 km/h), 750 ± 222 m a corsa ad alta intensità (da 19,9 a 25,2 km/h) e 273 ± 125 m in sprint (> 25,2 km/h). Nel corso della gara si effettuano 16,1 ± 7,5 sprint minori di 5 m e 11,2 ± 5,8 maggiori di 5 m.

Infine un altro aspetto determinante della prestazione è legato alla distanza percorsa in accelerazione e decelerazione: in distanza ad accelerazione media (da 1 a 2 m/s²) e decelerazione media (da -1 a -2 m/s2) si percorrono rispettivamente 1176 ± 184 e 1176 ± 206, mentre in alta accelerazione (> 3 m/s²) 210 ± 48 m e alta decelerazione (< -3 m/s2) 215 ± 56 m.

Riferimenti bibliografici
Mohr M., Krustrup P., Bangsbo, J., (2003) Match Performance of High-Standard Soccer Players With Special Reference to Development of Fatigue, Journal of Sports Sciences;

Bradley PS., Bush M., Barnes C., Archer DT., Hogg, B., , (2014) Evolution of Match Performance Parameters for Various Playing Positions in the English Premier League, Human Movement Science;

Di Salvo V., Pigozzi F., González-Haro C., Laughlin MS., De Witt, JK., (2013) Match Performance Comparison in Top English Soccer Leagues, International Journal of Sports Medicine;

Nedelec M., McCall A., Carling C., Legall, F., Berthoin, S., Dupont, G., (2014) The Influence of Soccer Playing Actions on the Recovery Kinetics After a Soccer Match, Journal of Strenght and Conditioning Research;

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Castagna C., Varley M., Póvoas SCA., D’Ottavio S., (2016) Evaluation of the Match External Load in Soccer: Methods Comparison, International Journal of Sports Physiology and Performance;

A cura di
Dott. Alessandro Gri

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