Il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi e la sottosegretaria allo sport Valentina Vezzali sono stati ricevuti dal presidente del consiglio Mario Draghi. La notizia sta nell’ordine del giorno del colloquio, a cui ha partecipato anche il sottosegretario all’istruzione Rossano Sasso: un’accelerazione politica sull’arrivo dei professori di educazione fisica nella scuola primaria per insegnare scienze motorie, una sorta di terra promessa e mai occupata, il vorrei ma non posso più clamoroso di questi ultimi anni di sofferto rapporto fra scuola ed educazione al movimento e allo sport. Si è trattato di un primo confronto al massimo livello, nato da una lettera scritta da Bianchi e della Vezzali, che chiedeva al premier una riflessione sull’importanza di questo argomento.

Ora si aprirà un tavolo per stimare definitivamente il costo della svolta, che deve portare all’assunzione di 11.500 insegnanti “specialisti” a pieno regime (nel caso delle due ore settimanali) o di 5300 (se ci si fermasse a una). Nella scuola elementare è previsto l’insegnamento delle scienze motorie, ma finora questa materia è stata delegata o alla maestra e al maestro “generalista” o al tutor (nell’ambito del progetto Sport di Classe, nato con il Coni e ora ereditato da Sport e Salute). Soluzioni nate temporanee diventate però permanenti in questi anni.

A fine 2018, c’era stata la novità dell’approvazione del ddl 992 in sede di Camera deputati, primo firmatario lo sciabolatore olimpionico Marco Marin: un sì praticamente all’unanimità che però non aveva risolto il problema della copertura economica, affidata al bilancio del ministero dell’Istruzione. Fatto sta che la legge s’è incagliata al Senato, è cosa nota, prigioniera del dilemma fra il togliere la parola “sperimentale” dal testo (e quindi ricominciare alla Camera) o andare avanti senza però una definitiva svolta strutturale.

Legge di bilancio

Per tutto questo, la Vezzali e Bianchi stanno lavorando anche su un’altra corsia: inserire la materia nella prossima Legge di Bilancio, velocizzando tutto il percorso. E di questo si è parlato con Draghi. Se si riuscisse a strappare il risultato, a quel punto bisognerebbe lavorare sulla traduzione operativa, in particolare sul concorso, ma anche su una maggiore messa a fuoco dei contenuti dell’insegnamento. Peraltro un’offerta di lavoro così robusta sarebbe una grande notizia anche per le facoltà di scienze motorie, sempre più “medicalizzate” e sempre meno portate a formare insegnanti per le scuole. Nelle prossime settimane si capirà tutto meglio, ma intanto un’accelerazione c’è: vediamo dove porterà!

FONTE: La Gazzetta dello Sport

A cura di
Redazione

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