L’Educazione fisica scolastica, come in generale anche lo sport extrascolastico, non gode di un’adeguata riconoscibilità a livello sociale: basti pensare al fatto che, durante la recente pandemia, è stata la prima materia ad essere sospesa e l’ultima ad essere ripresa, con non poche difficoltà; ma fino a che punto è vero tutto ciò e cosa ne pensano realmente i genitori a riguardo?

Per rispondere a questa domanda ho mandato ai dirigenti scolastici della maggior parte degli istituti comprensivi della Regione Veneto un questionario che hanno provveduto a diffondere ai genitori. Il questionario, oltre a dati demografici, tratta nello specifico quali dovrebbero essere gli scopi dell’Educazione fisica scolastica e dello sport extrascolastico chiedendo anche, se possibile, di motivare le risposte, in modo da poter trarre delle considerazioni oltre che semplici percentuali. In totale il questionario, compilabile online e completamente anonimo, ha ricevuto più di mille risposte nell’arco di un mese.

Tralasciando i dati demografici, le prime domande chiedevano di quantificare con un voto da 1 a 5 l’importanza percepita dell’Educazione fisica e dello sport extrascolastico, sia nel periodo pre pandemia sia nel periodo attuale: riguardo l’Educazione fisica, nel periodo precedente la pandemia, coloro che hanno dato un punteggio alto vedono la materia come occasione per formare tanto il corpo quanto la mente, incentivando anche la socialità dei bambini; chi invece ha dato punteggi bassi vede la materia come non essenziale, mal strutturata e senza uno scopo preciso, data anche la mancanza di personale specializzato. Nel periodo attuale, l’importanza percepita risulta cresciuta poiché la materia viene vista come occasione di svago per i ragazzi e come luogo di socialità, soprattutto dopo le limitazioni sociali imposte. Riguardo lo sport extrascolastico, prima della pandemia e durante la stessa, l’importanza percepita è in media più alta rispetto all’Educazione fisica, poiché sostanzialmente viene vista come più e meglio strutturata nel tempo, più specializzante e gestita da personale adeguatamente formato.

A tal proposito è stato chiesto se i genitori ritenessero la figura del Laureato in Scienze Motorie adatta a condurre le attività motorie alla scuola primaria: la quasi totalità dei rispondenti lo giudica tale per via della sua preparazione specifica e del rapporto più stretto che può avere coi ragazzi, data anche la particolarità e l’aspetto più pratico della materia; c’è chi invece non lo reputa adatto poiché, a prescindere dalla preparazione, ci sarebbero comunque poche ore e spazi inadatti dedicati alla materia, rendendo la presenza del laureato in Scienze Motorie ininfluente. Inoltre, alcuni pensano che non serva una preparazione adeguata per insegnare Educazione fisica (e in generale per insegnare alla scuola primaria) ma che basti una persona appassionata di sport affinché sia lo stesso efficace, forse specchio della bassa riconoscibilità sociale dell’Educazione fisica nel nostro Paese.

L’ultima parte del questionario chiedeva ai rispondenti quale potrebbero essere gli scopi dell’Educazione Fisica e dello sport extrascolastico scegliendo tra sviluppo delle relazioni sociali, sviluppo di capacità personali, imparare la bellezza ed importanza dello sport, sviluppo di sani stili di vita e prevenzione di malattie e scopi ricreativi: in generale, sembra che i genitori reputino in misura maggiore entrambe le attività come utili allo sviluppo di competenze sociali, seguite dallo sviluppo di sani stili di vita e della bellezza di uno sport, in ultimo per lo sviluppo di competenze personali e scopi ricreativi, adducendo motivazioni non discordi dalle precedenti e generalmente simili tra loro.

Questo lavoro mi ha permesso di elaborare alcune conclusioni: sembra che i genitori, in media, preferiscano lo sport in luogo dell’Educazione fisica scolastica per via del suo carattere più specializzante; sembra però che non abbiano ben chiara la distinzione tra le due attività, adducendo spesso motivazioni simili e riconoscendo scopi analoghi tra sport ed educazione fisica; è interessante come i genitori ritengano l’Educazione fisica in primis “educazione”, quindi una materia in grado di formare il corpo e la mente, educando i ragazzi al rispetto delle regole, per i compagni e  alla cooperazione per raggiungere un obiettivo, fino ad arrivare allo sviluppo degli aspetti sociali dell’individuo. Inoltre, è evidente come nel periodo attuale di pandemia che sembra in via di risoluzione, in confronto al primo periodo di lockdown, l’importanza percepita sia dello sport sia dell’Educazione fisica sembra aumentata, poiché visti entrambi come motivi di ricreazione e di incontro per i ragazzi, cosa non scontata per via delle limitazioni precedentemente imposte.

Posso supporre che, se venisse inserito il docente specializzato di Educazione Fisica alla scuola primaria, l’importanza percepita possa crescere e che, di conseguenza, possa diventare evidente per i genitori anche il perché questa materia dovrebbe essere strutturata con criterio e quali sono i reali scopi dell’Educazione fisica scolastica.    

Fonti: il presente articolo è un estratto della tesi di Laurea Magistrale di Matteo Tarolli “La riconoscibilità sociale dell’Educazione fisica nella scuola primaria: analisi di un questionario”, l’analisi e le conclusioni sono state elaborate sulla base delle risposte al questionario.

A cura di
Dott. Matteo Tarolli

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