I muscoli obliqui esterno ed interno, fanno parte dell’anatomia dell’addome.
Gli obliqui esterni si trovano lateralmente al retto dell’addome. Si inseriscono a livello del bacino, sulla cresta iliaca. Gli obliqui interni invece, si trovano sotto quelli esterni, originano dalle prominenza del bacino aprendosi a ventaglio.
La loro funzione è quella di aiutare a svolgere le torsioni del busto e a fletterlo lateralmente.

Vi proponiamo di seguito 4 esercizi per lo stretching degli obliqui.

Esecuzione 1° esercizio: appoggiatevi ad una colonna o ad un altro supporto simile, con il piede vicino alla colonna. Afferratevi ad essa, tenendo la mano opposta sopra la testa e l’altra mano all’altezza della vita. A questo punto inclinatevi lateralmente fino a che non avvertite una certa tensione sul lato allungato.

Esecuzione 2° esercizio: distendetevi supini (pancia in su) per terra e, sollevate una gamba con il ginocchio semiflesso, poi portatela verso il lato opposto con l’aiuto della mano controlaterale e spingete giù il ginocchio. Il corpo deve rimanere fermo il più possibile, mantenendo come riferimento la mano libera appoggiata per terra. Se si ha una buona flessibilità, le spalle non si solleveranno da terra. È importante concentrarsi non solo sulla torsione della gamba ma anche su quella della vita, in modo tale da allungare non solo il grande gluteo ma anche gli obliqui dell’addome.

Esecuzione 3° esercizio: distendetevi per terra in decubito supino, con un lato del corpo appoggiato alla parete. Piegatevi verso il lato opposto senza distaccare dal muro né le gambe e né le anche. Se si vuole coinvolgere anche il grande dorsale e il grande rotondo, sollevare la mano del lato da allungare. La parete serve come riferimento per mantenere gambe e anche immobili durante l’esercizio, cosa che non avviene se svolto in piedi.

Esecuzione 4° esercizio: posizionatevi in piedi di fianco ad un compagno, ad una distanza sufficiente da permettervi di raggiungervi reciprocamente con un braccio. Afferratevi a vicenda gli avambracci interni, mentre le mani del lato esterno si uniscono sopra la testa. Da questa posizione, lasciatevi lentamente “cadere” verso il lato opposto a quello in cui si trova il compagno.

A cura di
Dott. Gianmaria Celia e Dott.ssa Marta Doria

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