Il consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge sull’autonomia del CONI. Il provvedimento, ultimo atto del governo prima delle dimissioni, arriva alla vigilia del comitato esecutivo del CIO che ha all’ordine del giorno la questione.

Una decisione necessaria per evitare che il CIO sanzionasse l’Italia impedendole, fra le altre cose, di partecipare ai prossimi Giochi Olimpici di Tokyo con bandiera e inno nazionale.

Con la mossa di oggi, il Governo punta a evitare la sospensione che porterebbe all’impossibilità di gareggiare alle Olimpiadi sotto la bandiera dell’Italia, oltre al rischio di forti ripercussioni sull’organizzazione dei Giochi Invernali del 2026 a Milano e Cortina.

Nel decreto c’è anche un’attribuzione dei beni immobiliari che faranno dunque parte del patrimonio del CONI di nuovo autonomo amministrativamente. Cioè i centri di preparazione olimpica dell’Acqua Acetosa a Roma, di Tirrenia e di Formia. Quanto ai dipendenti, il trasferimento del personale da Sport e Salute potrà avvenire mantenendo l’eventuale trattamento economico più favorevole.

Il CONI sarà munito di una propria dotazione organica nella misura massima di 165 unità di personale, di cui fino a 10 unità di personale dirigenziale. Sono destinati a cambiare inoltre gli stanziamenti per CONI e ci sarà una cifra più alta dei 40 milioni previsti. L’intervento legislativo consentirà di sminare l’eventualità di una sanzione del CIO nell’esecutivo di domani. Tanto che Malagò ha immediatamente telefonato a Thomas Bach per informarlo dell’avvenuta approvazione.

Il presidente del CONI, che ha interrotto il Cda di Milano-Cortina, ha detto al presidente del CIO, “la legge è ok, l’autonomia è salva”. “Sono molto felice”, la replica di Bach.

A cura di
Redazione

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