Non sembra ci siano riaperture in vista con il nuovo governo Draghi. Il premier, numeri alla mano, preferisce essere prudente e si va verso il mantenimento della chiusura di palestre e piscine (oltre al divieto di spostamento tra regioni). Una situazione che i lavoratori dello sport continuano a soffrire.

Per questo l’ANIF Eurowellness (Associazione Nazionale Impianti Sport e Fitness), che dal 1996 riunisce titolari e gestori dei centri sportivi e polisportivi italiani e ne tutela gli interessi, ha inviato a Draghi una lettera per spiegare quali siano le esigenze dopo un periodo tanto lungo e difficile. Dopo aver commentato con favore l’intervento del premier alla Camera sullo sport (“Lei ha colto tutti gli elementi importanti di questo mondo, che vanno dall’educazione sportiva dei giovani alla salvaguardia della salute per gli adulti attraverso l’esercizio fisico e, non da ultimo, alla formazione dei tanti campioni delle Olimpiadi e dei Mondiali”), l’ANIF ha evidenziato dei dati.

Il mondo della pratica sportiva conta di “1 milione di lavoratori, 100 mila centri sportivi, 20 milioni di frequentatori” e la crisi pandemica ha provocato un “mancato flusso economico di 9.5 miliardi di euro“. E ancora: “Questo danno economico-finanziario ha condannato alla chiusura definitiva molti centri sportivi e gli altri, per potersi riprendere, hanno bisogno di sussidi”, sottolineando poi “che i centri sportivi sono luoghi di prevenzione e non di trasmissione del virus, in quanto adottano protocolli severissimi per impedirne il contagio”.

Le richieste

Quindi vengono fatte alcune precise richieste: “Riaprire presto, ricevere dei ristori necessari e sufficienti alla ripresa, portare a termine la riforma dello sport“. E poi: “Ci auguriamo che al più presto Lei, Presidente, possa indicarci un referente nel campo dello sport, con il quale vorremmo, da subito, poter collaborare per completare il percorso che abbiamo fin qui fatto, cercando di concretizzare i tre punti fondamentali sopra citati. I tempi per salvare il settore sono ormai quasi esauriti, ci sono importanti scadenze il 28 febbraio per cui occorre intervenire con urgenza per non rischiare di perdere.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

A cura di
Redazione

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