La fisiologia dell’organismo umano consente a quest’ultimo di tollerare lo stress causato dall’attività fisica, l’organismo infatti si adopera per mantenere un ambiente interno costante (omeostasi), malgrado veri e propri sconvolgimenti che accompagnano l’attività muscolare.

Effettuare una prestazione fisica in condizioni estreme di caldo o di freddo, impone un carico davvero pesante ai meccanismi che regolano la temperatura corporea. Questi meccanismi di termoregolazione, sono straordinari in condizioni normali, ma possono risultare inadeguati quando l’organismo è esposto a valori estremi di caldo e freddo.

Gli esseri umani sono omeostatici, ovvero la loro temperatura interna viene mantenuta pressoché costante per tutta la vita.
La temperatura corporea riflette un preciso equilibrio tra produzione e dispersione di calore, quando questo equilibrio viene disturbato, la temperatura si modifica.

La temperatura corporea interna, in condizioni di riposo, viene mantenuta a 37°C circa. Durante l’esercizio, invece, quando l’organismo non riesce a disperdere il calore con la stessa rapidità con la quale lo produce, un soggetto può sviluppare una temperatura interna maggiore di 40°C e una temperatura nei muscoli di 42°C.
Questo aumento della temperatura corporea interna, può avere un effetto negativo sul sistema nervoso e ostacolare l’avvio di ulteriori tentativi per disperdere il calore in eccesso.

Ma come fa l’organismo a regolare la sua temperatura interna?
L’ipotalamo, in questo processo, svolge un ruolo fondamentale, possiamo dire che l’ipotalamo è il termostato dell’organismo. I recettori termici rilevano le modificazioni nella temperatura corporea e trasmettono questa informazione all’ipotalamo il quale risponde con l’attivazione dei meccanismi che regolano il riscaldamento o il raffreddamento dell’organismo.

Il raffreddamento avviene solo con l’evaporazione del sudore, quando il sudore gocciola dalla cute, la dispersione di calore è minima o nulla. Insomma, se il sudore non evapora, non c’è raffreddamento del corpo ed è proprio per questo, che è sconsigliato svolgere attività fisica con vestiti troppo pesanti o addirittura fasciandosi determinate parti del corpo per sudare di più sperando di dimagrire.

Riferimenti Bibliografici
American College of Sports Medicine (1995).
Gisolfi C. B. et al – Temperature Regulation During Exercise (1984).

A cura di
Dott. Gianmaria Celia e Dott.ssa Marta Doria

Commenta con Facebook