Perchè il gioco è cosí importante nel bambino? Che funzioni ha?
L’attività ludica può essere identificabile con quella che comunemente viene definita attività libera ed espressiva; ciò perché nel gioco libero, sia l’intervento dell’educatore che le regole sono ridotte al minimo e lasciano al fanciullo la massima possibilità di fantasia, creazione, espressione.

Nel corso dei tempi vi sono state diverse teorie sul gioco, ne citiamo qualcuna per capire come nel corso degli anni si sia modificato il pensiero.
Karl Cros, sottolinea la funzione di esercizio preparatorio (pre-esercizio) che il fanciullo svilupperebbe giocando e si prepara ai compiti della vita adulta. 
H. Spancer afferma che il gioco non sarebbe altro che, l’espressione di un’eccedenza di energia, cioè uno spreco, per il perseguimento degli scopi vitali fondamentali. 

Alla base dell’attività ludica c’è una esigenza creativa e una tendenza alla libertà espressiva (J. H. Schiller).

E. Claparede: “È col gioco che il fanciullo sfoga le sue tendenze aggressive canalizzandole in modo socialmente accettabile, si prepara alla vita adulta, esercita funzioni percettive, intellettive e motorie”. 

J. Piaget, dimostra che nelle attività realistiche si verifica un equilibrio fra assimilazione e accomodamento, nel gioco si ha una forte predominanza dell’assimilazione della realtà delle strutture individuali persistenti. Quest’assimilazione varia da una condizione di puro meccanismo funzionale, come nei giochi funzionali, ad una vera e propria assimilazione della realtà del pensiero, come nei giochi simbolici.

K. Lewin dice: “Nello “spazio vitale” di una persona, il gioco rappresenta una zona più o meno vicina, ma non identificabile a quella della fantasia cioè ad una specie di piano intermedio a quello della realtà e quello della pura irrealtà in cui sono mantenuti i legami con la realtà pur essendo presenti dei meccanismi di tipo magico ed animistico”.

Baumann, padre della Ginnastica Italiana, per gioco, intende il gioco come “gara fra 2 o più partiti a chi supera l’altro in una data qualità fisica o intellettuale”. Per l’autore la base del gioco è l’emulazione.

Freud, invece, pur non avendo compiuto alcuno studio specifico sul gioco, è possibile trovare nell’ambito della sua teoria psicoanalitica alcune affermazioni significative sul gioco. Egli riconosce al gioco una duplice finalità, quella progressiva di crescita e di sviluppo dell’individuo e quella regressiva che vorrebbe mantenere il bambino legato a modalità edonistiche e poco differenziate di comportamento. 
Nella teoria del gioco di Freud, la fantasia assume un ruolo centrale.

Significato e finalità del gioco
Quando parliamo di gioco ci riferiamo al gioco motorio che rappresenta uno dei più importanti aspetti dell’educazione fisica. Il gioco rappresenta uno dei fenomeni fondamentali dell’esistenza umana. Esso non riguarda solamente il bambino, ma accompagna la vita dell’uomo per tutto l’arco della sua esistenza, anche se nel bambino assorge a ruolo centrale. La psicologia moderna ha messo in evidenza lo stretto legame esistente fra il gioco e la fantasia. Infatti, come la fantasia, il gioco ha la sua origine fondamentale a livello della nostra vita inconscia di cui esprime, in forma simbolica i conflitti, i bisogni, le tendenze. È attraverso il gioco che si delineano e si sviluppano tutte le principali capacità del bambino: senso-motorie, percettivo-motorie, senso-affettive, costruttive, espressive ed intellettive, in esso si esplica la personalità totale del bambino. È attraverso di esso che il bambino sperimenta, conosce, apprende e struttura i propri processi mentali.

Quindi è lungi dall’essere un semplice sfogo di energie: rappresenta per il fanciullo un vero e proprio lavoro. In ogni gioco vi è necessariamente presente un certo risultato ed impegno, in rispetto delle regole e dei compagni, un vero e proprio progetto intellettivo. Gli obiettivi che vengono raggiunti tramite il giooco-sport sono:

  • Favorire l’equilibrio emotivo;
  • Educare e facilitare l’espressione della motricità personale;
  • Assecondare l’evoluzione organica generale;
  • Contribuire al miglioramento della sfera intellettiva.
  • Favorire la socializzazione e una crescita armonica.

Pertanto, fateli giocare questi bambini. Hanno bisogno di essere felici, non migliori.

A cura di
Dott.ssa Marta Doria e Dott. Gianmaria Celia

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