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Il Goalball è un gioco di squadra che può essere praticato da atleti affetti da disabilità visive (non-vedenti e ipovedenti). Venne inventato nel 1946 dall’austriaco Hanz Lorenzen e dal tedesco Sepp Reindle che, lo crearono, con l’intenzione di usarlo come mezzo di riabilitazione e recupero per i veterani della Seconda guerra mondiale. Da quel momento in poi il Goalball comincia la sua espansione fino ad essere praticata da migliaia di persone in tutto il mondo. Dopo una prima esibizione dimostrativa alle V Paralimpiadi di Toronto nel 1976, il Goalball fa la sua comparsa ufficiale nell’agonismo internazionale ai Mondiali svolti in Austria nel 1978, fino a quando finalmente, nel 1980 entra ufficialmente nel programma paralimpico durante le paralimpiadi di Arnhem, in Olanda.

Il Goalball è praticato da 2 squadre di 3 giocatori con un massimo di 3 sostituzioni ciascuna. Il gioco si svolge all’interno di un campo 18m × 9m, diviso in due metà dalla linea di centrocampo. Ogni squadra rimane nella propria metà campo durante il gioco. Lo scopo di ogni squadra è di tirare la palla con le mani, con l’intento di far arrivare la palla nella porta avversaria. Le porte e le reti si estendono lungo i 9m della linea di fondocampo. Il pallone è in gomma dura forata per consentire ai campanelli posti al suo interno di essere uditi durante il movimento.

Il campo da gioco

Il campo deve avere la forma di un rettangolo lungo 18m e largo 9m. Le misure dovranno essere prese dal lato esterno delle righe di demarcazione. Nessun tipo di segnale è ammesso sul campo ad eccezione delle linee ufficiali.

Il campo è diviso ogni 3m sul lato lungo, in 6 aree. Di fronte alle porte, lungo ogni linea di fondocampo, si trovano le aree di squadra, lunghe 6.00 m e larghe 9.00 m; queste aree sono divise in due parti uguali (lunghe 3.00m e larghe 9.00m), dette area di orientamento e area di lancio. L’area neutrale è l’area centrale del campo, lunga 6.00m e larga 9.00m ed è divisa in due parti dalla linea centrale.

Tutte le linee saranno larghe 0.05m e marcate con del nastro adesivo. Dovranno avere delle cordicelle, posizionate sotto il nastro, che hanno lo scopo di aiutare i giocatori nell’orientamento. La corda deve essere di 0.003m di spessore e deve essere posta sotto l’ultimo strato di nastro.

Come deve essere la palla?

La palla sarà conforme alle seguenti specifiche:

  • Diametro: 24-25cm;
  • Circonferenza: 75.5cm – 78.5cm;
  • Peso: 1.250 gr;
  • Buchi sonori: 4 buchi nella parte superiore sfalsati rispetto a 4 buchi nella parte inferiore;
  • Campanelli: 2 unità;
  • Materiale: gomma naturale;
  • Durezza secondo la norma DIN 53505: 80-85° Shore A;
  • Colore: blu;
  • Superficie: ruvida.

Per i campionati principali (Giochi Paralimpici, Campionati del Mondo e tornei di qualificazione ai Giochi Paralimpici) verrà utilizzata una palla approvata IBSA, scelta dal comitato organizzatore.

Una partita ha una durata totale di 24 minuti, divisi in due metà di 12 minuti cadauno. Tra una partita e l’altra devono passare almeno 5 minuti. Ai Giochi Paralimpici ed ai Campionati del Mondo, il tempo di intervallo sarà di almeno 15 minuti. I giocatori che inizieranno un qualsiasi tempo di gioco dovranno essere pronti per il controllo delle bende oculari e delle mascherine da parte dell’arbitro 90 secondi prima dell’inizio di ogni tempo. L’intervallo tra il primo ed il secondo tempo avrà una durata di 3 minuti.

L’arbitro inizia la partita chiedendo al pubblico di spegnere i telefoni cellulari, di fare silenzio e ricordando ad ognuno di rimanere in silenzio mentre la palla è in gioco. L’arbitro lancerà la palla al giocatore più vicino alla posizione centrale e, quindi, fischierà tre volte annunciando “play”.

Nessun aiuto extra è concesso per l’orientamento. Un’infrazione a tale regola verrà punita con un rigore per la squadra avversaria. A seguito di una situazione di rigore, i giocatori possono essere riorientati verso il palo della porta da un arbitro o un giudice di porta.

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A cura di
Dott. Gianmaria Celia e Dott.ssa Marta Doria

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