Test di Wingate
Il test Wingate ha dimostrato sin dagli anni ’70 (periodo in cui fu sviluppato) di essere un valido strumento per la valutazione della capacità e potenza anaerobica. Viene comunemente eseguito su un cicloergometro (da non confondere con cyclette) ed è utilizzato principalmente per misurare la capacità anaerobica e la potenza anaerobica di un individuo. Nella sua forma più semplice, questo test può essere condotto utilizzando solo un cicloergometro Monark (Figura 1 – progettati per soddisfare una vasta gamma di test in ambito medico/sportivo; offrono la possibilità d gestire il carico di lavoro prima, durante e dopo il test, monitorando il tutto con l’ausilio del software applicativo),Tunturi (Figura 3) o Bodyguard (Figura 2) e un cronometro (Bar-Or, O (1987). “The Wingate anaerobic test: An update on methodology, reliability and validity” Sports Medicine 4: 381–394). Questo test richiede al partecipante esclusivamente di effettuare una pedalata massimale per 30 secondi, la sua semplicità ed efficacia ha reso questo test uno dei più diffusi per valutare la capacità anaerobica.

Figura 1

Figura 2

Figura 3

Questo test è stato sviluppato presso il Wingate Institute in Israele all’inizio degli anni ’70. Da allora, ha subito modifiche ed è stato utilizzato anche come base per progettare test più recenti di natura simile e altri protocolli basati sulla corsa come Sprint Interval Test.

Secondo alcuni ricercatori la durata del test può essere variata da 30 secondi a 60 o addirittura 120 al fine di valutare i sistemi anaerobico lattacido e anaerobico alattacido.

Solitamente il test Wingate viene eseguito una sola volta durante una sessione di test, tuttavia i ricercatori hanno sperimentato l’efficacia delle prestazioni ripetute. Questa ricerca ha dimostrato che ripetere il test Wingate quattro, cinque volte può aumentare la potenza aerobica, oltre alla capacità aerobica massima, “trasformando” quindi l’esercizio eseguito per effettuare il test, in un esercizio allenante. Il carico utilizzato per eseguire il test è pari al 7,5% della massa corporea (del soggetto sottoposto al test) o 0,075 kg per kg di peso corporeo.

Cosa serve per effettuare il test?

  • Laboratorio o sala prove;
  • Cicloergometro;
  • Computer e software per i test (consigliabile ma non essenziale);
  • Bilancia pesapersone;
  • Foglio per la registrazione delle prestazioni;
  • Cronometro.

Come svolgere il test?

1. Calcolare la massa corporea (kg);

2. Calcola il carico da somministrare durante il test pari al 7,5% della massa corporea (kg);

Peso di prova (kg) = peso corporeo in kg * 0,075

3. Riscaldamento;

Inizia a pedalare: il partecipante deve pedalare per 3-4 minuti a 60 W (donne) o 90 W (uomini), con una resistenza di 1 kg (donne) e 1,5 kg (uomini).

A metà del riscaldamento, il partecipante deve interrompere brevemente la pedalata, e deve essere calcolato il peso del test. Bisogna effettuare un conto alla rovescia di 3 secondi, al termine del quale, viene dato un segnale “via”; in questo momento viene aggiunto il peso precedentemente calcolato e il soggetto deve pedalare alla massima velocità per 3 secondi. Dopo questo sprint di pochi secondi il peso viene tolto nuovamente, consentendo di proseguire la pedalata senza peso.

4. Dopo il riscaldamento durato 4 minuti, il soggetto deve riposare per due minuti prima di eseguire il test.

Inizio del test
Il soggetto inizia a pedalare per circa 10 secondi senza peso, in seguito parte un conto alla rovescia di 3 secondi, al segnale “via”, viene aggiunto il peso e il soggetto dovrà iniziare a pedalare alla massima velocità per 30 secondi (fondamentale durante la prova motivare il soggetto sottoposto al test)

Fine del test
Per concludere il test viene eseguito nuovamente un conto alla rovescia di 3 secondi, al termine del quale il test si conclude. Prima di scendere dal cicloergometro per restaurare i valori dell’omeostasi del soggetto è fondamentale eseguire ulteriori 2-3 minuti di attività in assenza di sovraccarico. Per ridurre eventuali problemi, i soggetti devono rimanere sull’ergometro (è importante che il test venga eseguito in presenza di personale medico o personale abilitato BLSD). Fondamentale non lasciare mai solo il soggetto al termine del test per valutare lo stato di salute.

Running-Based Anaerobic Sprint test
Il RAST o Running-Based Anaerobic Sprint Test è un test sviluppato alla fine degli anni ’90. È un test semplice, che richiede pochi strumenti e vanta significativa validità e affidabilità. Da questo test è possibile ricavare due variabili utili, ovvero potenza anaerobica e repeated sprint ability (RSA-capacità di sprintare ripetutamente). Ciò è possibile in quanto riproduce fedelmente l’impegno fisiologico che si verifica normalmente durante gli sport di squadra in situazione di gioco; per questo motivo è largamente utilizzato in ambito scientifico/sportivo per la valutazione degli atleti o per la pianificazione degli allenamenti.

Come svolgere il test?
Il test deve essere svolto (come per tutti i test da campo) in un luogo che ricostruisca per quanto possibile fedelmente l’ambiente, il clima, e tutto quello che riguarda la situazione di gara. Se l’ambiente non è fedelmente ricostruito, la validità del test è inficiata e produrre valori non compatibili con la situazione di gara.

Cosa serve per effettuare il test?

  • Impianto sportivo con una lunghezza di almeno 50 metri;
  • Due tecnici per monitorare il test;
  • Fotocellule per la misurazione dei tempi intermedi (non essenziale)
  • Nastro per la misurazione della lunghezza utile al test (35 metri)
  • Cronometro
  • Coni di delimitazione
  • Foglio per la registrazione delle prestazioni

Come svolgere il test?

1. Calcolare la massa corporea (kg)

2. Riscaldamento

I soggetti devono essere sottoposti ad un warm-up che deve corrispondere alla natura biomeccanica e fisiologica del modello prestativo dello sport di appartenenza. Inoltre, deve essere somministrato un recupero sufficiente dopo il riscaldamento e prima dell’inizio del test; solitamente il recupero è compreso tra 3 e 5 minuti.

Inizio del test
I due tecnici addetti al monitoraggio del test devono posizionarsi, uno nei pressi del punto di partenza e un altro nei pressi della fine dei 35 metri. Il primo effettua un conto alla rovescia di 3 secondi scandendo il tempo ad alta voce, al termine viene dato un segnale di partenza (segnale accordato in precedenza con gli atleti sottoposti al test); nell’istante in cui viene dato il via il secondo tecnico lascia partire il cronometro.

Non appena l’atleta attraversa la linea dei 35 metri, il cronometro deve essere bloccato e viene registrata la durata dello sprint massimale; in quell’istante l’altro addetto ai test fa partire il conteggio dei 10 secondi di recupero, in questo lasso di tempo l’atleta deve prepararsi ad eseguire nuovamente uno sprint massimale di 35 metri.

La procedura descritta in precedenza deve essere eseguita per un totale di sei sprint.

Fine del test
Prima di scendere dal cicloergometro per restaurare i valori l’omeostasi del soggetto è fondamentale eseguire ulteriori 2-3 minuti di attività in assenza di sovraccarico

Una volta terminato il test, alcuni soggetti potrebbero riportare problematiche conseguenti allo sforzo precedente. Per ridurre eventuali problematiche, i soggetti devono recuperare in posizione ortostatica o seduta per almeno 2-3 minuti. Se il soggetto avverte sensazione di malessere diventando silenzioso e/o pallido, è consigliabile che si sdrai con le gambe poggiate su una superfice rialzata (è importante che il test venga eseguito in presenza di personale medico o personale abilitato BLSD). Fondamentale non lasciare mai solo il soggetto al termine del test per valutare lo stato di salute.

Formule utili per elaborare risultati del test:

  • Potenza di picco (PPO) = Massa corporea * Distanza ² ÷ Tempo³;
  • Indice di fatica = IF = (Potenza massima – Potenza minima) ÷ Tempo totale per i 6 sprint;
  • Potenza di picco relativa (RPP) = potenza di picco ÷ peso corporeo;
  • Capacità anaerobica (CA) = Somma di tutti e sei gli PPO di Sprint.

Riferimenti Bibliografici

  • Vandewalle, D et al (1987). “Standard anaerobic tests”. Sports Medicine.
  • Nummela, A et al (1996). “Reliability and validity of the maximal anaerobic running test”.International Journal of Sports Medicine 17.
  • Hazell, TJ et al (2010). “10 or 30-s sprint interval training bouts enhance both aerobic and anaerobic performance”.European Journal of Applied Physiology.
  • Greer, F et al (1998). “Caffeine, performance, and metabolism during repeated Wingate exercise tests”. Journal of Applied Physiology.
  • Ayalon, A et al (1974). “Relationships among measurements of explosive strength and anaerobic power”. In Nelson, RC; Morehouse, CA.Biomechnics IV. International series on sport sciences 1.

A cura di
Dott. Alessandro Imbrogno

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