Con questo nuovo articolo, approfondiamo il concetto di alcalosi.
Cominciamo col dire che esistono 2 tipi di alcalosi, quella respiratoria e quella metabolica.

Tradizionalmente si parla di acidosi respiratoria quando la riduzione (o la tendenza alla riduzione) del pH è legata ad un aumento della anidride carbonica nel sangue. Si parla di acidosi metabolica invece, quando è dovuta ad una riduzione dei bicarbonati.

Alcalosi respiratoria
L’alcalosi respiratoria è una diminuzione primaria della Pco2 (ipocapnia) dovuta a un aumento del volume e/o della frequenza respiratoria. La ventilazione il più delle volte aumenta come risposta fisiologica ad ipossia, acidosi metabolica e aumento delle richieste metaboliche, per tale motivo è presente in molte gravi patologie.
Oltretutto, dolore, ansia e alcuni disturbi del sistema nervoso centrale possono aumentare la frequenza respiratoria senza una necessità fisiologica.

L’alcalosi respiratoria può essere:

  • Acuta;
  • Cronica.

I segni e i sintomi dipendono dal grado e dalla velocità di diminuzione della Pco2. L’alcalosi respiratoria acuta causa confusione, parestesie periferiche e periorali, crampi e sincope. Si ritiene che il meccanismo sia una variazione del flusso ematico e del pH cerebrale.
La tachipnea o l’iperpnea sono spesso l’unico segno presente; nei casi gravi può presentarsi lo spasmo carpo-podalico a causa dei livelli diminuiti di calcio ionizzato nel sangue.

L’alcalosi respiratoria cronica è generalmente asintomatica e non ha segni caratteristici.

Alcalosi metabolica
L’alcalosi metabolica è un incremento anomalo del pH dei tessuti nell’organismo. Tra questi risultano particolarmente coinvolti il sangue e, di conseguenza, le urine. L’alcalosi metabolica è un disturbo acido-base frequentemente incontrato nei pazienti ricoverati, soprattutto quelli in condizioni critiche, ed è spesso complicato da disturbi acido-base di tipo misto.

Questo disturbo può avere gravi conseguenze cliniche, in particolare sul sistema cardiovascolare e sul sistema nervoso centrale. Alla base dell’alcalosi metabolica c’è un complesso disturbo idro-salino, da cui dipende l’insorgenza del disturbo acido-base.

I sintomi principali dell’alcalosi metabolica sono:

  • Vomito;
  • Disidratazione;
  • Confusione;
  • Astenia.

Il meccanismo diretto dell’alcalosi metabolica consiste nell’alterazione del pH sanguigno; questo avviene soprattutto per:

  • Perdita di ioni idrogeno (H+), che esercitano una funzione acida, e conseguente aumento del bicarbonato (ioni idrogenobicarbonato), che esercitano una funzione basica;
  • Incremento indipendente del bicarbonato.

Come può essere diagnosticata?
La diagnosi vera e propria si effettua misurando la concentrazione degli elettroliti e dei gas disciolti nel sangue arterioso. Tra questi ha particolare rilevanza il livello di HCO3-, che in genere tende ad aumentare significativamente.
È comunque necessario ricordare che l’aumento del bicarbonato sanguigno non è una prerogativa dell’alcalosi metabolica; al contrario, si manifesta anche nella risposta compensatoria all’acidosi respiratoria di tipo primario. Potremmo definire che, se la concentrazione di HCO3- raggiunge o oltrepassa i 35 mEq/L, ci sono altissime probabilità che si tratti di alcalosi metabolica.

La gestione dell’alcalosi metabolica dipende innanzitutto dalla eziologia e dalle condizioni del soggetto. In alcuni casi è necessario intervenire direttamente sull’alcalosi, iniettando una soluzione endovenosa a pH acido nel sangue.

A cura di
Dott. Gianmaria Celia e Dott.ssa Marta Doria

Commenta con Facebook