Motricità Parola sono due concetti con dei nodi in comune. Se ci pensiamo un attimo, le parole sono articolate, cioè vengono prodotte attraverso movimenti della bocca, della lingua, delle corde vocali. 

Il linguaggio è costituito da sequenze logiche poiché se consideriamo una frase di senso compiuto, le parole devono essere posizionate nel giusto ordine, tramite una serie di operazioni: la stessa cosa accade per i passi in un movimento.
Le parole, sono costituite a loro volta da sillabe e suoni, quindi parlare rappresenta un evento muscolare sequenziale simile agli schemi motori che si hanno quando saltiamo, rotoliamo, lanciamo..
Quando compiamo un movimento, nel cervello si attiva la prima area (aree anteriori della corteccia frontale) ovvero quella della presa di decisione. Successivamente, si attiva l’area premotoria, cioè quella che prepara il movimento e per ultimo interviene l’area motoria, cioè quella responsabile dell’esecuzione del movimento.

A livello della corteccia motoria primaria, vi è una rappresentazione topografica dei diversi territori muscolari del corpo. La stimolazione elettrica di singoli punti di quest’area di corteccia, provoca la contrazione di singoli muscoli posti nella metà controlaterale del corpo. 
La rappresentazione è organizzata in maniera somatotopica, cosí da identificare un “omuncolo motorio” nel quale è evidente che la maggiorparte della corteccia motoria primaria è impegnata nel controllo dei muscoli impiegati per movimenti molto fini come quelli delle mani e del linguaggio. 
Al contrario la stimolazione di aree meno rappresentate, come il tronco, provoca la contrazione di interi gruppi muscolari. 

L’attività della corteccia motoria primaria è correlata alla direzione del movimento: la produzione del movimento in una determinata direzione dipende cioè dall’attività di specifici neuroni di quest’area corticale. Quando si genera il comando di muoversi in una certa direzione, il comando si ditribuisce a tutte le cellule dedicate ad un particolare arto. La risposta di ogni cellula, però, dipende dalla corrispondenza tra la direzione bersaglio e la direzione preferenziale della cellula. Se le 2 direioni coincidono, la cellula presenterà un’incremento massimo di responsività; se le 2 direzioni hanno orientamenti opposti, la cellula presenterà il massimo decremento. Questo sistema costituisce il vettore di popolazione il quale esprime il movimento in una certa direzione derivato dalla somma dell’attività di elementi, ognuno dei quali apporta il proprio specifico contributo. 


A livello dell’area premotoria, i movimenti vengono selezionati a livello del lobo frontale, in particolare nella corteccia premotoria tenendo in considerazione le afferenze sensoriali provenienti dal mondo esterno e degli schemi motori interni, i quali possono essere modificati con l’esperienza creando dei nuovi schemi motori a seconda dei movimenti che vengono svolti. 
I motoneuroni dell’area premotoria influenzano il comportamento motorio, sia attraverso connessioni reciproche con la corteccia motoria primaria, sia direttamente attraverso connessioni che decorrono sui motoneuroni inferiori del tronco encefalico e del midollo. Quest’area è costituita da una parte laterale ed una mediale. 
L’area premotoria mediale seleziona il programma motorio in base agli schemi interni (quindi ai programmi memorizzati); la corteccia premotoria laterale interviene durante l’esecuzione, codifica l’intenzione del movimento, ma seleziona i movimenti in base agli eventi esterni (sensazioni visive). 

Il linguaggio è una delle funzioni cognitive superiori più importanti. Le aree corticali primarie sono l’area di Broca, localizzata nel lobo frontale, davanti alla corteccia motoria primaria e l’area di Wernicke, localizzata nella porzione posterosuperiore del lobo temporale, adiacente alla corteccia uditiva.

L’area di Broca, area motoria del linguaggio, controlla i muscoli coinvolti nell’articolazione della lingua parlata e si trova in associazione con le aree motorie preposte al controllo degli organi fonatori. Una lesione di quest’area determina la perdita della capacità di esprimersi e se anche il soggetto è in grado di muovere la lingua, non può articolare le parole (afasia motoria). In questo caso il versante della comprensione linguistica è compromesso.

L’area di Wernicke, definita anche area sensitiva del linguaggio, serve alla comprensione della lingua parlata e scritta. Una lesione determina difetti definiti afasie, il linguaggio è fluente ma spesso privo di senso. I soggetti non sono in grado né di leggere né di comprendere il linguaggio (afasia di tipo sensitivo).

Le due aree sono in connessione: vi è un fascio di fibre nervose (fascicolo arcuato) che trasferisce le informazioni “comprese”, all’area di Broca per organizzare un programma motorio di risposta a quello che si è compreso.
Le aree che riguardano il linguaggio sono localizzate nell’emisfero sinistro.

Nei prossimi articoli approfondiremo i disturbi che correlano motricità e linguaggio.

Riferimenti bibliografici
D’Arcangelo G., Zocchi L. et al. – Principi di fisiologia – EdiSES S.r.l. – Napoli, 2016;

Salvetti M.C. – Strumenti per una didattica inclusiva nell’educazione fisica – A. Mondadori Scuola;

A cura di
Dott.ssa Marta Doria e Dott. Gianmaria Celia

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