Il piede piatto è caratterizzato da un collasso della volta plantare associato ad una pronazione della regione sotto astragalica, ad un valgismo del calcagno e ad una supinazione dell’avampiede.
In base all’eziopatogenesi si distinguono:

  • Piede Lasso Infantile;
  • Piede Piatto Genetico Evolutivo;
  • Dovuto a cause Secondarie o Anomalie:
    -Obesità e sovrappeso;
    -Debolezza muscolare;
    -Malattie neurologiche;
    -Abitudini posturali errate;
    Calzature inadeguate.

 Possiamo distinguere quattro tipi di impronta plantare

  • 1° Tipo: Piede normale;
  • 2° Tipo: Piede piatto di 1° grado;
  • 3° Tipo: Piede piatto di 2° grado;
  • 4° Tipo: Piede piatto di 3° grado in cui si ha un collasso della regione astragalo-scafoidea.

Il Piede Piatto Valgo Flessibile Idiopatico del bambino è fisiologico fino al 5° anno di età, divenendo dapprima espressione patologica paramorfica, quindi ancora correggibile. 
Nel corso del tempo, entrando a contatto con varie superfici, il piede subisce delle modificazioni lente a carico delle ossa, formando infine l’arcata del piede. In alcuni casi questo non avviene e se non si interviene precocemente, il piede inizia a stabilizzarsi con deviazione verso l’esterno (appunto in valgo) dell’osso del calcagno, che è la causa del piattismo. La correzione o comunque il miglioramento può avvenire entro i primi 9-11 anni di vita. 

L’Esercizio Fisico Adattato in età evolutiva, mira a correggere l’errata posizione del piede sia in fase statica, sia in fase dinamica e a ristabilire l’equilibrio di tutta la struttura muscolare e scheletrica del piede e dell’arto inferiore. Un appoggio scorretto del piede altera tutta la biomeccanica posturale. 
Gli esercizi correttivi devono essere svolti sotto la stretta supervisione di un professionista: 

  • Esercizi di schema corporeo e presa di coscienza;
  • Esercizi di sbloccaggio;
  • Esercizi di flesso-estensione delle caviglie;
  • Esercizi di mobilizzazione articolare e allungamento muscolare;
  • Esercizi di stabilità articolare;
  • Esercizi propriocettivi e di equilibrio;
  • Andature per migliorare la tecnica del passo;
  • Esercizi con funicella;
  • Esercizi sulla sabbia;
  • Esercizi di rinforzo dei muscoli supinatori (mm. tibiale posteriore e peroneo lungo);
  • Esercizi di potenziamento dell’azione propulsiva del flessore proprio dell’alluce; 
  • Rinforzo degli estensori e flessori delle dita, per intensificare l’azione cavizzante;

Quando un piede piatto si manifesta attraverso un’impronta plantare particolarmente grave può essere preso in considerazione un trattamento ortesico o, in età adolescenziale, a seguito di dolore/fastidio alla deambulazione prolungata, il trattamento chirurgico.

A cura di
Dott.ssa Emanuela Larnè

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