Esistono diversi analizzatori all’interno del nostro corpo. Distinguiamo:

  • Le vie esterocettive della sensibilità visiva, uditiva, tattile, olfattiva e gustativa;
  • Le vie propriocettive che inviano informazioni sul tono muscolare e sul grado di ampiezza articolare e sulle condizioni generali di equilibrio tra i segmenti corporei e del corpo rispetto all’ambiente;
  • Le vie enterocettive che inviano le sensazioni profonde della sensibilità dolorifica, del senso di benessere o malessere, dei bisogni primari legati alla fame e alla sete, della sensibilità proveniente dalla muscolatura liscia degli organi interni.

L’analizzatore visivo è importante non solo per vedere la struttura fisica, le forme e i colori del nostro ambiente, ma soprattutto per coglierne i movimenti e anticipare gli eventi.
L’informazione visiva è oltremodo determinante per inviare informazioni relative allo spazio ed al tempo.
Dagli studi effettuati nell’ultimo trentennio sull’utilizzo del sistema visivo da parte dell’essere umano, si è dimostrato che l’informazione visiva, una volta arrivata alla corteccia visiva, segue 2 vie separate e specializzate per un diverso trattamento dell’informazione e con effetti diversi per la persona: una consente la visione focale che è funzionale per l’identificazione degli oggetti e l’altra permette la visione periferica utile al controllo dei movimenti.

La visione focale identifica gli oggetti presenti nella zona centrale del nostro campo visivo; la visione periferica, consente la percezione non solo centrale ma anche periferica del nostro campo visivo ed avviene anche se non ce ne accorgiamo direttamente, in quanto si ritiene che possa avere una componente inconscia.

L’atleta esperto è in grado di utilizzare meglio la visione periferica rispetto al principiante, focalizzando di meno ciò che è al centro del campo visivo a vantaggio della valutazione dell’ambiente e dei segnali di movimento che ne provengono.
Sono noti in proposito gli studi degli Americani Bard e Fleury che hanno dimostrato il nesso tra una sviluppata visione ambientale e la capacità di reazione e di anticipazione dei movimenti

La fonte di informazione più importante dopo la vista è l’udito. Anche se è meno determinante della vista, è direttamente implicato nel controllo del movimento in quanto attraverso il canale uditivo siamo in grado di differenziare i rumori e i suoni per intensità, timbro, fonti di provenienza, orientamento nello spazio e ritmicità. Nella gestione della motricità abituale e sportiva, ce ne serviamo per capire se, rispetto alla nostra posizione nello spazio si sta avvicinando qualcuno o qualcosa.
Si ritiene che l’udito svolga un ruolo importante nell’apprendimento motorio, in quanto il timing o scelta di tempo nella coordinazione dell’intervento muscolare viene scelto dal soggetto che si muove anche in base alla percezione uditiva prima ed alla interiorizzazione poi del ritmo dell’esercizio da compiere.

L’analizzatore propriocettivo o cinestetico assume un ruolo rilevante per il controllo del movimento.

A differenza di altri sensi come la vista e l’udito, la propriocezione include una varia combinazione di imput provenienti da diversi recettori, che devono essere integrati dal sistema nervoso centrale e che vengono coinvolti quando il movimento è attivo e coinvolto dal soggetto.

I recettori della sensibilità cinestetica sono 4:

  • I fusi neuromuscolari;
  • Gli organi tendini del Golgi;
  • I propriocettori vestibolari;
  • I propriocettori articolari.

I fusi neuromuscolari, ci trasmettono informazioni sul grado di allungamento o di contrazione della muscolatura. In sintesi, attraverso gli assoni sensitivi registrano la lunghezza e le variazioni di lunghezza del muscolo. Quando un muscolo si contrae sono sottoposti a stiramento attivando la catena gamma che comanda il riflesso miotatico.

Gli organi tendini del Golgi, agiscono come misuratori della tensione muscolare, ovvero della forza di contrazione. Sono localizzati nella giunzione tra il muscolo e il tendine e sono innervati da un gruppo di assoni sensitivi. Mentre i fusi lavorano in parallelo, gli organi tendini del Golgi lavorano in serie rispetto alle fibre muscolari.

L’apparato vestibolare è un vero e proprio organo di senso propriocettivo situato nell’orecchio interno ed è composta dalla coclea e dal labirinto vestibolare che ci permettono di rilevare la posizione del capo nello spazio, rispetto al tronco e le variazioni di orientamento spaziale del capo rispetto alla forza di gravità consentendoci di reagire prontamente.

Sono invece considerati propriocettori articolarile terminazioni di Ruffini ed i Corpuscoli di Pacini. Si trovano nelle capsule articolari ed inviano informazioni sul senso di posizione e sulla direzione di movimento degli arti.

Dopo che sono state recepite ed elaborate le informazioni, è necessaria una decisione sull’atto motorio che dev’essere eseguito. La programmazione del comportamento è un processo unitario di tutti i livelli che partecipano al controllo dell’azione (Meinel et al. 1984).


Riferimenti Bibliografici
Bombardieri E. – Appunti di Fisiologia Generale ed Applicata – CUSL, Milano – 1998;

Fidanza A. – La Grutta G. – Elementi di Fisiologia, Torino – 1977;

Fleischmann J. – Linc R. – Anatomia Umana Applicata all’Educazione Fisica e allo Sport – Soocietà stampa sportiva, Roma – 1981;

A cura di
Dott.  Gianmaria Celia e Dott.ssa Marta Doria

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