Con il termine coaching si definisce l’insieme delle misure professionali di consulenza, supporto e supervisione, come anche l’attività di direzione, basata su dati dell’allenamento, ambientali e delle gare, dell’allenatore.
L’obiettivo del coaching è, da una parte, il miglioramento della prestazione in allenamento e in gara e, dall’altro, la stabilizzazione del comportamento o il cambiamento o la correzione di esso nel caso di atteggiamenti sbagliati.

Il coaching deve essere diretto e promuovere sicurezza, coraggio e disponibilità a rischiare nel singolo atleta o in un’intera squadra. Dovrebbe aiutare a far in modo che l’attenzione si concentri sull’essenziale.
Inoltre deve contribuire a fare in modo che l’atleta o una squadra diventino coscienti della propria responsabilità verso gli obiettivi comuni che ci si è posti.

Il coaching può contribuire, in forme diverse, a ottimizzare la prestazione prima, durante e dopo la gara:

  • Ottimizzazione degli aspetti organizzativi prima della gara;
  • Ottimizzazione degli aspetti che riguardano i contenuti della preparazione alla gara;
  • Ottimizzazione dello stato pre-gara;
  • Indicazioni e consigli rapidi durante le pause della gara;
  • Sostegno dopo le gare.

Quante tipologie di coaching esistono?
Si distinguono 4 tipologie di coaching:

  • Informale: il coaching informale prevede che l’allenatore eserciti un’influenza sull’atleta che si realizza senza che esso ne sia consapevole (esempio, per mezzo di colloqui/chiamate giornalieri);
  • Formale: nel coaching formale, sia il coach sia l’atleta si trovano in un rapporto cosciente di comunicazione. Per questo anche la possibilità che offre questo tipo di coaching sono maggiori;
  • Cognitivo: il coaching cognitivo comprende istruzioni, informazioni (esempio, sulla particolarità tecnico-tattiche dell’avversario), l’assegnazione di compiti per il miglioramento di parametri specifici della prestazione di carattere organico-muscolare;
  • Affettivo: i contenuti del coaching affettivo sono rappresentati da metodi psicologici di rinforzo e conferma, come anche il sostegno verbale e non verbale attraverso incitamenti, richiami, mimica e gesti.

Particolarità del coaching di una squadra
Un gruppo può essere solido e stabile solo se è composto da un numero quanto più elevato possibile di persone indipendenti. Dall’ “io” al “noi” non è altro che lo sviluppo della squadra (team).
L’elemento più importante da comprendere per un efficace sviluppo di una squadra è l’effetto di completamento, con il quale s’intende che il tutto è sempre composto da elementi che si completano a vicenda.

I limiti del singolo sono compensati dalle possibilità del gruppo. Il potenziale che è in grado di esprimere un gruppo (che funziona) è molto superiore alla somma delle attività dei singoli.
I gruppi incapaci di passare dall’io al noi restano un insieme di singoli elementi che non presentano alcun effetto di completamento. Un simile gruppo non andrà mai oltre la prestazione massima del singolo giocatore. Una squadra composta da giocatori di valore medio che cooperano tra loro invece sarà in grado di superare di molto le prestazioni di uno o più giocatori di alto livello.


Riferimenti bibliografici
Weineck J. – L’allenamento Ottimale – 2007;


A cura di
Dott. Gianmaria Celia e Dott. Marta Doria

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