La colonna cervicale è formata da 7 vertebre. Le prime due C1 e C2 (atlante ed epistrofeo), sono altamente specializzate. Le vertebre da C3 e C7 sono caratterizzate da una morfologia più classica per la presenza di corpo, peduncoli, lamine, processi spinosi e faccette articolari.

Il rachide cervicale è molto più mobile e delicato rispetto alle altre regioni della colonna vertebrale, quindi più sensibile al deterioramento con il tempo. Soprattutto nelle persone anziane, si hanno problemi di tipo artrosico che portano alla deformità delle strutture ossee con la formazione di osteofiti (formati dall’accumulo di calcio sulla cartilagine articolare).

Dal punto di vista pratico e per un’adeguata comprensione della fisiopatologia sarà opportuno distinguere sin dall’inizio, nell’ambito del dolore di origine cervicale confinato al livello del collo e il dolore cervico-brachiale di origine radicolare.

Dolore cervicale cronico

Sul piano fisiopatologico, la letteratura recente ha sempre più ampiamente sottolineato la rilevanza nella cronicizzazione del dolore cervicale di un’alterazione dei meccanismi di elaborazione dello stimolo nocicettivo. Nei soggetti con dolore cronico si possono osservare 2 caratteristiche:

  • Una riduzione della soglia per lo stimolo nocicettivo, per cui iniziano a essere percepiti come dolorosi stimoli che abitualmente sono troppo leggeri per essere tali. Questo fenomeno prende il nome di iperalgesia primaria;
  • Stimoli non nocicettivi, tattili o meccanici che vengono percepiti come dolorosi.

Nevralgia occipitale

Caratterizzato da un dolore parossistico di qualità trafittiva che interessa la zona di distribuzione dei nervi occipitali che originano dalle prime radici cervicali. Il dolore origina nella regione cervicale alta e s’irradia unilateralmente verso l’alto in regione nucale. Si differenzia per il dolore nevralgico, ovvero di dolore folgorante di brevissima durata, con accessi dolorosi che si ripetono.

Sindromi algiche di origine miofasciale

Rappresentano la causa più comune di dolore cervicale. Il dolore miofasciale, la fibromialgia e la polimialgia reumatica sono tutte condizioni algiche a partenza muscolare spesso localizzate al collo e alle spalle. Un’altra causa muscolo-tendinea più localizzata di dolore cervicale è rappresentata dalla tendinite retrofaringea.

Sindromi algiche cervicali di origine vascolare.
Sindromi algiche da neoplasie o processi infettivi localizzati nel collo.

Esame fisico

Secondo Bogduk, l’esame fisico per la cervicalgia aspecifica cronica non ha grande riproducibilità né validità (Bogduk e MCGuirk 2006).

L’esame fisico che segue alla raccolta anamnestica va eseguito con paziente senza abiti per valutarne anche l’assetto posturale. Si può a volte osservare nel paziente una postura con capo anteriorizzato (Forward Head Posture), ovvero la presenza di cifosi a livello del tratto cervicale inferiore e medio associata a un iperlordosi del tratto cervicale superiore. La valutazione fisica specifica del distretto cervicale è strutturata e organizzata in alcuni momenti:

  • Ispezione;
  • Palpazione;
  • Mobilità articolare nei diversi piani e rispetto ai diversi assi;
  • Attivazione dei pattern di movimento muscolare.

Nell’ispezione si può osservare anche la presenza di alterazioni cutanee, di tipo vascolare, aree rossastre, pallide o tumefatte.

La palpazione si effettua su strutture cutanee, articolari, ossee e muscolari. Si possono palpare trigger point o tender point attivi nelle strutture muscolari responsabili della proiezione del dolore in specifiche aree. L’esame della mobilità articolare è molto importante, poiché la cervicalgia aspecifica cronica presenta tra le sue caratteristiche cliniche anche la diminuzione del normale arco di movimento (ROM) (Bogduk e McGuirk, 2006).

Trattamento

In letteratura non è purtroppo possibile trovare un intervento terapeutico di elezione a causa della scarsa metodologia degli studi randomizzati controllati, della propensione a intervenire con più trattamenti in uno stesso studio.

Terapia manuale

È costituita da tecniche articolari e da tecniche di trattamento dei tessuti. Nel primo caso si utilizzano tecniche come mobilizzazione e manipolazione, mentre nel secondo caso si ritrovano tecniche assimilabili allo stretching e al messaggio in ogni sua forma.
L’utilizzo del massaggio nella cervicalgia cronica, comparato con gruppo di controllo o con altri trattamenti, sembra efficace per un sollievo immediato post-trattamento, ma non nel lungo termine (Brosseau et al, 2012 – Sherman et al, 2009).

Esercizio terapeutico

Si intende l’insieme degli esercizi mirati ad aumentare la forza muscolare, migliorare la propriocezione e il senso cinestetico e al recupero della gestualità legata alle attività di vita quotidiana, lavorativa o sportiva. (Ylinen, 2003).

In letteratura sono state studiate altre particolari terapie quali agopuntura, infiltrazioni, ultrasuoni, magnetoterapia, TENS, applicazione caldo/freddo ma non si sono rivelati particolarmente efficaci (Kay et al,2006)

Terapia multidisciplinare

Per quanto riguarda la terapia multidisciplinare si è osservato che, in associazione con un programma di attività fisica, potrebbe migliorare gli aspetti “cognitivi” e funzionali associati alla cervicalgia cronica, ma la riduzione del dolore appare ancora modesta (Vendrig et al, 2000).

In letteratura è argomento ancora dibattuto se trattare i fattori psicologici possa migliorare la disabilità, il dolore e la qualità della vita in pazienti con cervicalgia cronica aspecifica.

In sintesi, il trattamento più efficace sembra essere quello multimodale che preveda l’utilizzo della terapia manuale e dell’esercizio terapeutico.

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Riferimenti Bibliografici
Marco T., et al – Il Dolore Cervicale, Guida alla Valutazione e al Trattamento – 2014;

A cura di
Dott. Pasquale Provenzano

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