Il minimo comune multiplo delle patologie croniche o neuro-degenerative, pur avendo differente eziologia, quadro clinico e storia naturale, risulta essere l’incapacità o la ridotta abilità nel riprodurre semplici azioni di vita quotidiana.
In questi soggetti, è importante garantire una certa mobilità dell’apparato locomotore, per impedire ai fisiologici processi degenerativi, di aggiungersi al quadro clinico già compromesso.
I nostri anziani hanno bisogno di muoversi in compagnia ed in sicurezza.

Sono da preferire attività aerobiche a basso impatto, accompagnate da esercizi di forza e di resistenza, nonché di mobilità articolare, che fungano da modello di prestazione, per tutte quelle attività da riabilitare e reintrodurre nella loro routine:


  • Alzarsi e sedersi da altezze diverse;
  • Afferrare oggetti che si trovano oltre la loro testa;
  • Imparare a sfruttare il contributo degli arti inferiori;
  • Riscoprire un’adeguata capacità prensile delle mani;
  • Migliorare la capacità di equilibrio;
  • Vincere piccole resistenze che riproducano gli sforzi possibili durante la giornata;
  • Simulare situazioni di instabilità che stimolino il sistema neuro-motorio;
  • Riprodurre i gesti delle attività domestiche;
  • Imparare a gestire il dolore, soprattutto se cronico;
  • Lavorare sulla respirazione e sul controllo degli arti.

Nei pazienti affetti da patologie neurodegenerative, è inoltre importante stimolare le aree cognitive (le più colpite), attraverso apposite esercitazioni che stimolino efficacemente i processi neuro-cognitivi.

È inoltre da non sottovalutare, lo straordinario contributo della Danza Sportiva quale attività ludico-motoria, per la sua spiccata attitudine allo sviluppo di abilità coordinative e psico-motorie.

Grande ruolo del ballo, è da attribuire all’opportunità di socializzare e di condividere piacevolmente, un’attività estremamente sicura ed utile a conservare una buona salute fisica e mentale.
Non lasciamo da soli i nostri anziani.
Facciamo sì che si sentano protetti e sicuri ma che, soprattutto, si riscoprano ancora sufficientemente abili da poter vivere con dignità, circondati dall’affetto dei propri cari.

A cura di
Dott.ssa Michela Quatrini

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