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Per disabilità intendiamo la limitazione o perdita (conseguente a menomazione), della capacità di compiere un’attività nel modo e nell’ampiezza considerati normali. 

<<Le mie abilità sono più forti delle mie disabilità>>

Le disabilità causano delle difficoltà di apprendimento che distinguiamo in sei categorie:

  • Disabilità uditiva: è una disfunzione dell’apparato uditivo, non vengono percepiti i suoni e quindi ci troviamo di fronte a una condizione di sordità; 
  • Disabilità visiva: è una condizione caratterizzata da assenza o riduzione delle capacità di vedere. Il livello di deficit di cui è portatrice una persona (cecità o ipovisione) è stato definito con la legge 138 del 2001 sulla base di criteri stabiliti dalla medicina oculistica internazionale;
  • Disabilità motoria: Le persone con disabilità motoria, a causa di una condizione morbosa o un trauma subito alla nascita o in seguito, sperimentano un danno al sistema nervoso centrale o periferico, che esita in una difficoltà di controllo motorio;
  • Ritardo mentale: è un disturbo con esordio in età evolutiva e comprende deficit del funzionamento sia intellettivo che adattivo negli ambiti concettuali, sociali e pratici;
  • Difficoltà di comunicazione: problematiche nell’eloquio, nel linguaggio e nella comunicazione. Per questa difficoltà, funge un ruolo fondamentale lo Psicologo con l’aiuto della logopedista;
  • Disturbi del neuro-sviluppo che comprendono: 

I disturbi specifici dell’apprendimento (DSA): che comprende principalmente problematiche legate alla scrittura, alla lettura e al calcolo infatti abbiamo:
Disgrafia: inteso come disturbo della grafia, questo tipo di soggetto dimostra di avere difficoltà nelle capacità grafo-motorie;

Dislessia: indica un disturbo della lettura, si hanno delle difficoltà legate alla decodifica del testo;

Disortografia: ovvero disturbo della scrittura, in quanto non presente una codifica fonografica e vengono effettuati continui errori di grammatica, presentando grosse lacune nell’ortografia;

Discalculia: cioè disturbo legato al saper operare con i numeri e con i calcoli, per esempio in questi bambini, il problema si riscontra a scuola nella matematica.   

I disturbi dello spettro autistico (DSA): sono dei disturbi del neurosviluppo caratterizzati dalla compromissione dell’interazione sociale e dai deficit della comunicazione verbale e non verbale che provoca ristrettezza d’interessi e comportamenti ripetitivi.

I bisogni educativi speciali (BES): Con questa espressione ci si riferisce a quella vasta gamma di alunni che, anche indipendentemente dalla presenza di un deficit, richiedono un’attenzione speciale in classe e per i quali è auspicabile l’adozione di accorgimenti educativi e didattici peculiari, secondo i principi della personalizzazione dell’insegnamentoe dell’inclusività scolastica.

È di fondamentale importanza che per i bambini disabili venga praticata attività fisica, ma soprattutto psicomotricità, ovvero quella disciplina pedagogica-riabilitativa-terapeutica, basata sulla pratica educativa e di aiuto attraverso la relazione, è un’attività concreta, motoria, che si modella sul gioco spontaneo e sull’espressività dei bambini che vivono e sperimentano in prima persona azioni e relazioni, dove percorsi propedeutici psicomotori si adeguano a ogni tipo di disabilità.

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A cura di
Dott.ssa Maria Cugliari

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