Il metodo didattico è una disciplina che studia ed analizza le dinamiche e le strategie di insegnamento e di apprendimento. I metodi didattici producono sollecitazioni di vario tipo: condizionano i processi mentali e motori, influenzano le soddisfazioni del bambino o dell’allievo e la sua motivazione, rivestono un’importanza rilevante sulla rapidità, sulla qualità dell’apprendimento e sullo sviluppo della coordinazione motoria.

Quindi l’applicazione di alcuni importanti principi metodologici consente di facilitare ed ottimizzare i processi di apprendimento e di agevolarne il transfer a situazioni simili. Questi principi riguardano:
-La presentazione del compito;
-La quantità di pratica;
-La variabilità;
-L’organizzazione della variabilità;
-La pratica globale e in parte;
-La correzione dell’errore;

Il metodo didattico è strettamente dipendente dalle persone a cui si è chiamati ad insegnare. Alcuni fattori determinanti sono: 
-L’età;
-Le caratteristiche fisiche;
-La motivazione; 
-L’estrazione sociale. 

Se parliamo di metodo didattico è essenziale rifarci ai suoi aspetti, ai fini dell’apprendimento e dello sviluppo:

  • Aspetti metodologici: utilizzo di metodologie diverse, senza scelte unilaterali, valorizzando le potenzialità di ogni metodo e quindi stiamo parlando di polivalenza, per esempio un percorso misto composto da: quattro coni, tre cerchi, tre over e materassino;
  • Aspetti didattici: programmazione e realizzazione di attività di sviluppo di tutte e di ciascuna capacità motoria e di apprendimento del massimo numero di abilità motorie ovvero quella che viene chiamata multilateralità.

I metodi didattici riguardano il tipo di approccio, che caratterizza l’azione formativa sul piano della conduzione e dell’attività. Abbiamo vari tipi di metodi didattici, correlati con gli stili di insegnamento: che riguardano il tipo di approccio che caratterizza l’azione formativa sul piano della relazione pedagogica e possono essere direttivo e non direttivo. Per essere chiari, la differenza che sussiste tra metodo e stile è sostanzialmente che il metodo è caratterizzato dalla tecnica e si basa sull’organizzazione dei contenuti, mentre lo stile è costituito dalla psicopedagogia e si occupa della qualità delle interazioni. I metodi con i propri stili vengono utilizzati frequentemente, essendo molto efficaci nella pratica psicomotoria, ovvero:

  • Metodo deduttivo: è centrato sull’insegnante, è costituito da uno stile di insegnamento direttivo e comprende a sua volta:

Il metodo prescrittivo-direttivo: dà una rilevanza estrema al ruolo dell’insegnante, ed è incentrato sull’ipotesi che egli possieda conoscenze ed esperienze da trasmettere ai propri allievi. Generalmente comporta quattro fasi:
-Esplicativa;
-Dimostrativa;
-Esecutiva;
-Correttiva
Il metodo misto (sintetico-analitico-sintetico): faccio vedere come si esegue il percorso, faccio vedere come si eseguono le varie parti del percorso, faccio vedere ciascuna parte del percorso, faccio eseguire l’intero percorso. L’effetto polivalente è scarso sul piano cognitivo ed emotivo, i bambini sono poco coinvolti ed è buono sul piano motorio. Questo metodo è formato da due momenti deduttivi, la sintesi e l’analisi che si combinano fra loro in tre fasi:

– Sintesi: viene presentato dall’insegnante anche attraverso alunni dimostratori, una visione di insieme dell’attività proposta;  
Analisi: subito dopo o contestualmente, viene affrontata l’analisi di distinti aspetti dell’attività proposta; 
Esaurite le fasi precedenti si passa all’esecuzione, cioè alla realizzazione complessiva dell’attività attraverso una ricomposizione sequenziale delle sue parti.

Il metodo dell’assegnazione dei compiti: consiste nell’assegnare agli alunni, sia singolarmente, sia in piccoli gruppi, determinati “compiti motori” che vengono eseguiti autonomamente, una volta stabilite le modalità di esecuzione. Questo metodo implica tre fasi:
-Spiegazione;
-Dimostrazione;
-Esecuzione.

  • Metodo induttivo: è centrato sull’allievo e comprende uno stile d’insegnamento non direttivo ed è formato dal:

Metodo della risoluzione dei problemi: generalmente consiste nella predisposizione, da parte dell’insegnante, di situazioni motorie non ben definite o incomplete sul piano esecutivo, che dovranno essere affrontate dagli allievi;

Metodo della scoperta guidata: costruiamo insieme il percorso, lo trasformiamo in un grande gioco e chiediamo ai bambini come possiamo utilizzare i vari attrezzi. L’effetto polivalente è elevato sul piano cognitivo, emotivo, sociale e meno rilevante sul piano motorio. Questo metodo presenta somiglianze con il metodo della risoluzione dei problemi, dal quale si differenzia per la “delimitazione” delle ipotesi risolutive delle situazioni motorie proposte, dove i problemi posti saranno determinati dagli obiettivi da conseguire e le esecuzioni delle azioni utili a conseguire gli obiettivi prestabiliti, saranno lasciate alla creatività, alla fantasia e all’elaborazione dei bambini;

Metodo della libera esplorazione: gli allievi sono i protagonisti principali di tale metodo di tipo induttivo, che consiste essenzialmente nella libera ricerca di esperienze motorie.  

– Metodo Montessori: che fu inventato da una pedagogista, per l’appunto Maria Montessoried è basato su un sistema educativo, con finalità pedagogiche, incentrando il tutto sull’indipendenza, sulla libertà di scelta del proprio percorso educativo e sul rispetto per il naturale sviluppo fisico, psicologico e sociale del bambino. La fascia d’età in cui viene praticato questo metodo, anche nelle scuole, va dalla nascita fino ai 18 anni di età. Una visione d’insieme dal globale (cosmica) allo specifico, dove viene data importanza al bambino, soprattutto nell’ambito socio-educativo e psico-fisico. Questo metodo è ottimale in quanto riesce ad unire sia il metodo deduttivo che il metodo induttivo, dando maggiore importanza a quest’ultimo.

– Metodo Feuerstein: prende il nome proprio dall’inventore Reuven Feuerstein, grande psicologo e ricercatore nonché presidente del Feuerstein Institute in Gerusalemme. Un percorso metodologico-didattico completo, trasversale alle discipline scolastiche e ha il compito di migliorare la comunicazione, perché punta allo sviluppo linguistico, potenzia le funzioni cognitive, stimolando l’osservazione sistematica, al fine di una percezione chiara e completa, abitua a generalizzare ed astrarre, aumenta l’autostima, migliora l’autocontrollo, coinvolge personalmente ed è applicabile su tutti.

Il metodo migliore è quello che riesce ad utilizzare più metodi possibili, partendo dal più semplice al più complesso, ovviamente ci deve essere un aumento graduale, infatti nei bambini, in genere, si parte dal globale e poi in maniera tassonomica si arriva a quelli più specifici. Tutti questi metodi applicati a giochi psicomotori, inculcano nel bambino la motivazione, sviluppando tantissime capacità abilitàin particolar modo viene stimolata la capacità di concentrazione, di attenzione e di strategia di problem solving.

A cura di
Dott.ssa Maria Cugliari

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