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Per comprendere il perché le abitudini sedentarie siano così deleterie per la salute delle nostre articolazioni, è molto utile andare a conoscerne, più precisamente, struttura e funzioni.

Schematicamente, le nostre articolazioni sono costituite da 5 elementi:

  1. L’osso;
  2. La capsula articolare, ossia una struttura di tessuto connettivo fibroso che contiene prevalentemente collagene e presenta poche cellule al suo interno;
  3. La membrana sinoviale, costituita da uno strato molto sottile di cellule che ricopre l’osso. Presenta vasi sanguigni, vasi nervosi e riveste un ruolo estremamente importante, in quanto produce il liquido sinoviale, di cui vi parlerò tra poco;
  4. La cartilagine articolare, che si trova al di sotto dell’osso subcondrale e si compone prevalentemente di acqua. È altresì caratterizzata dalla presenza di una matrice che contiene proteoglicani e glucosamminoglicani;
  5. I tendini, i quali si inseriscono, come noto, sull’osso, in un punto preciso chiamato entesi, struttura di passaggio tra tessuto tendineo e tessuto osseo.

La capsula articolare, è formata da due elementi: una porzione più esterna ed una più interna. La porzione più esterna è fibrosa, fatta di tante fibre collagene, rivestita internamente dalla membrana sinoviale. Quest’ultima ha la prerogativa di andare a costituire il liquido sinoviale a cui, pocanzi, ho attribuito particolare rilevanza.

Cos’è la membrana sinoviale e perché il liquido sinoviale è così indispensabile per le nostre articolazioni?

La membrana sinoviale, è una membrana piuttosto complessa che presenta differenti strati cellulari, in particolare: uno strato più esterno, che chiamiamo sub-intima ed una porzione più interna, chiamata intima, che si affaccia sulla cavità articolare.

Nella membrana sinoviale vera e propria, cosiddetta intima, ci sono due file cellulari:

  • Sinoviociti (cellule sinoviali) di tipo A, di tipo macrofagico, con tante estroflessioni cellulari che vanno ad intercettare i detriti, le sostanze di rifiuto e i batteri dalla cavità articolare, fungendo da “cellule spazzine”;
  • Sinoviociti di tipo B, che producono il liquido sinoviale. Esso assolve alcune importanti funzioni: lubrificazione, nel movimento reciproco, onde evitare eccessivi attriti; ammortizzazione, durante i processi di compressione – decompressione delle articolazioni, per un’efficace distribuzione del carico.

Il liquido sinoviale bagna la cartilagine ialina, ricca al suo interno di proteoglicani (molecole proteiche che sulla loro superficie presentano molecole di zucchero) presenti nella matrice extra-cellulare.

Questa matrice, risulta essere gelatinosa e per questo, conferisce un aspetto trasparente alla cartilagine (da cui il termine ialina). Contiene fibre collagene ed altre proteine filamentose che, nel loro complesso, formano una struttura a maglia larga che richiama moltissima acqua. Proprio in ragione di questa caratteristica, il liquido sinoviale ha il compito di nutrire la cartilagine ialina che, mancando di vasi sanguigni, necessità di rifornimento da parte di tale liquido, che di fatto la mantiene in vita.

Il movimento articolare praticato durante l’Esercizio Fisico e lo Sport, quindi, innesca una continua compressione e decompressione, favorendo l’entrata e la fuoriuscita di questo liquido sinoviale. È proprio grazie al movimento che il liquido sinoviale andrà a nutrire la cartilagine e ad eliminare le sostanze di rifiuto, mediante l’azione dei sinoviociti di tipo A.

Diversamente, in una situazione di stasi, di sedentarietà, specialmente se protratta nel tempo, la cartilagine è inevitabilmente destinata a progressiva atrofia.

Quando infatti le articolazioni rimangono immobili per molto tempo, iniziano a causare dolore, infiammazione e progressiva artrosi. La cartilagine, lentamente, va incontro ad un fenomeno progressivo, costante e irreversibile di degenerazione, che colpisce tutte le strutture che contengono liquidi, i quali possono essere mantenuti in vita solo ed esclusivamente attraverso l’esercizio fisico.

Il messaggio da portare a casa?

Riconsideriamo le nostre abitudini quotidiane di movimento. La cosiddetta “malattia ipocinetica”, causata da un’ostinata sedentarietà, danneggia le nostre strutture articolari, causando un fastidioso dolore cronico e spesso impotenza funzionale. È consigliabile pertanto eseguire, con buona regolarità, esercizi di mobilità articolare, accompagnati dall’infallibile connubio tra attività aerobica e allenamento della forza muscolare.

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A cura di
Dott.ssa Michela Quatrini

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