Il cortisolo è un particolare ormone definito “ormone dello stress” e rappresenta il precursore comune degli ormoni corticoidi ovvero quegli ormoni prodotti della regione corticale del surrene. 

Le ghiandole surrenali, situate sui poli superiore dei reni, infatti, si dividono in una regione midollare ovvero centrale e una corticale quindi periferica. 


La prima secerne le cosiddette catecolamine (adrenalina, noradrenalina, dopamina) che incrementano frequenza cardiaca, pressione sanguigna e la concentrazione plasmatica di zuccheri circolanti; la noradrenalina va, inoltre, a rilassare i bronchioli, il tubo digerente e regola la temperatura corporea e lo stimolo della fame e della sete. 

La seconda, invece, suddivisa a sua volta in tre zone, produce: mineral-corticoidi (ad opera della regione glomerulare), tra tutti l’aldosterone che regola la concentrazione idrosalina e il volume sanguigno; il cortisolo (ad opera della zona fascicolata) e gli ormoni surrenalici (da parte della zone reticolare).

Perché il cortisolo è detto “ormone dello stress”? 
Viene cosi definito semplicemente perché viene prodotto proprio in quelle particolari situazioni stressanti; inoltre è estremamente liposolubile, perciò attraversa in maniera molto agevole la membrana plasmatica raggiungendo i recettori specifici e regolando gli organi target: masse adipose, masse muscolari e fegato. 

Ha azione catabolica, perciò è “nemico” delle discipline che esaltano e richiedono l’ipertrofia muscolare, al contrario va ad ipertrofizzare le masse adipose.  

Inoltre segue i ritmi circadiani e perciò la sua presenza è maggiore nelle ore notturne. 
È anche definito ormone contro-insulare perché ha un’azione del tutto opposta all’insulina (tranne che su cervello e cuore). 

Qual è l’azione dell’insulina? 
L’insulina è un ormone peptidico prodotto delle cellule β del pancreas. 
Il pancreas, infatti, è un’altra importante ghiandola del sistema endocrino, che ha funzione esocrina (per il 97%) e funzione endocrina eseguita dalle cosiddette isole pancreatiche, ognuna delle quali possiede : cellule α secernenti glucagone; cellule β secernenti insulina e cellule δ secernenti somatostatina. 

Pancreas: 

L’insulina, cosi come il glucagone, regola i livelli di zucchero nel sangue, però l’insulina ha effetto ipoglicemizzante, infatti è l’unico ormone a regolare condizione di eccesso di zuccheri, mentre il glucagone stimola il fegato a rilasciare glucosio. 

Inoltre l’insulina inibisce la glicolisi, favorisce l’ingresso di acidi grassi e aminoacidi nel muscolo e nel tessuto adiposo, favorisce la sintesi proteica e lipidica e inibisce il catabolismo. 

I principali organi bersaglio dell’insulina sono il tessuto adiposo, il tessuto muscolare e il fegato e svolge come ruolo prioritario quello di agevolare  l’immagazzinamento delle scorte energetiche, infatti se il glucosio non viene utilizzato, mediante l’azione dell’insulina, viene stoccato sotto forma di glicogeno o di grasso. 

Come agisce l’insulina sul muscolo?
Ha un effetto anabolico duplice, ciò significa che stimola sia il metabolismo proteico e sia che ha effetto anti-catabolico, come già detto in precedenza. 
Durante l’attività sportiva, infatti, la produzione di insulina viene contrastata dell’organismo a vantaggio delle catecolamine in quanto lo scopo è quello di preservare quanto più possibile le scorte di glicogeno per rifornire in maniera prioritaria altri organi. 

A cura di
Dott.ssa Manuela Vattimo

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