La spondilolisi Ã¨ un difetto della vertebra lombare della colonna vertebrale, più precisamente dell’istmo (punto di giunzione tra il peduncolo, le faccette articolari e la lamina). Si può quindi definire un’interruzione o un difetto delle vertebre nella porzione articolare

Anatomicamente, la vertebra lombare è costituita da un corpo, un peduncolo, una lamina, una parte interarticolare, un processo trasverso, un processo spinoso e faccette articolari superiori che formano le articolazioni fungendo da collegamento tra le vertebre. 
Osservando la vertebra lombare assialmente, se vi è la spondilolisi si può vedere che la parte interarticolare appare staccata e vi è una separazione delle articolazioni. 

Si può verificare su un solo lato (unilaterale) o su entrambi i lati (bilaterale) e a qualsiasi livello della colonna vertebrale, ma più spesso riguarda la quarta e soprattutto la quinta vertebra lombare (nel 95% dei casi).

In genere è causata da frattura da stress delle ossa, ed è particolarmente comune in adolescenti che praticano eccessiva attività. La parte interarticolare risulta particolarmente vulnerabile quando la colonna vertebrale è in posizione estesa, e una forza comprime improvvisamente le vertebre, come ad esempio quando si atterra su un piede dopo un salto. Questa pressione sulla parte interarticolare può comportare la rottura in soggetti sensibili. 

I sintomi, che possono esserci sia in età adolescenziale che avanzata, sono:

  • Dolore alla colonna lombare irradiato alle cosce;
  • Tensione dei muscoli posteriori
  • Segni di compressione delle radici spinali come parestesie;
  • Debolezza muscolare;
  • Deterioramento dei riflessi.

La terapia di solito varia da 3 a 6 mesi a seconda dello stato della lesione. L’obiettivo principale per la riabilitazione è quello di:

  • Rafforzare i muscoli addominali in modo che possano stabilizzare la parte bassa della schiena e del bacino;
  • Migliorare il movimento delle articolazioni dell’anca;
  • Insegnare schemi di movimento che incoraggino la stabilità della colonna vertebrale durante l’utilizzo delle articolazioni dell’anca.

Risulta, dunque, fondamentale ridurre al minimo il movimento della parte instabile. Oltre alla terapia fisica, i trattamenti per la spondilolisi acuta, possono essere il riposo dalla pratica sportiva o la pratica, di quest’ultima, con l’ausilio di un busto. 

Durante il trattamento, al paziente viene solitamente chiesto di stare a riposo, meglio sdraiati, per la maggior parte della giornata.
Se per qualsiasi motivo il paziente deve svolgere qualsiasi tipo di attività, il busto deve essere indossato per evitare movimenti eccessivi o una flessione errata. Quando il paziente guarisce conseguentemente alla terapia fisica e non presenta alcun segno di dolore o infiammazione nella parte inferiore della schiena, essi possono riprendere con le normali attività quotidiane o atletiche, ma potrebbe essere necessario continuare ulteriormente a effettuare esercizi mirati al rinforzo della parte inferiore della schiena, assegnati dal terapeuta. 
Circa l’80-85% dei pazienti hanno mostrato sollievo dal dolore dopo aver effettuato questi trattamenti.

La spondilolistesi Ã¨ un fenomeno caratterizzato dallo scivolamento in avanti del corpo vertebrale, dovuto ad una frattura pregressa della parte interarticolare, ascrivibile al cosiddetto effetto tenaglia. Vi è uno slittamento verso il cavo addominale di un corpo vertebrale sull’altro, consentito dalla spondilolisi. Esso, infatti, si verifica quando la parte articolare si separa dalla vertebra e consente al corpo di scivolare in avanti causando stiramento delle radici nervose.

La spondilolistesi lombare Ã¨ una patologia del segmento lombare della colonna vertebrale caratterizzata da uno scivolamento di una vertebra su un’altra con perdita dei normali rapporti anatomo-funzionali. 

Sebbene possano essere coinvolte tutte le cinque vertebre lombari, quelle più frequentemente implicate, per motivi di natura biomeccanica, sono la IV e la V lombare. Se è la IV vertebra lombare a scivolare in direzione ventrale sulla V vertebra sottostante si determina una “anterolistesi L4-L5”; se invece è la V vertebra a scivolare, sempre in direzione ventrale, sull’osso sacro ci si trova davanti ad una “anterolistesi L5-S1 o lombo-sacrale”.

Il grado di scivolamento secondo il metodo di Meyerding viene misurato:

  • Il diametro anteroposteriore del profilo superiore del corpo della prima vertebra sacrale viene suddiviso in 4 segmenti di uguale lunghezza;
  • S’identificano 5 punti che vengono numerati da 0 a 4, tralasciando il primo che corrisponde all’angolo postero-superiore del corpo di S1;
  • Quindi si traccia una perpendicolare alla linea ideale che congiunge quei punti dall’angolo postero-inferiore del corpo di L5;
  • Se questa linea cade a livello del punto 1, la spondilolistesi è del 25%, al punto 2 del 50%, al punto 3 del 75%, al punto 4 è del 100%.

La spondilolistesi è quindi, una conseguenza della spondilolisi. Si manifesta dopo l’adolescenza e di solito progredisce con sintomi comprendenti forte dolore locale e dolore mediano, irradiato alla parte laterale della coscia, che diminuisce da seduto.

Le cause di entrambe possono essere:

  • Una frattura, prodottasi alla nascita o successivamente;
  • Un microtrauma dovuto a movimento ripetitivi;
  • Una patologia della porzione interarticolare.

Tra le indicazioni operative vi è sicuramente quella di alleggerire la pressione discale, aumentare la pressione intraddominale, svincolare la colonna vertebrale dalle articolazioni scapolo-omerale e coxo-femorale.
In generale, sono indicativi i seguenti esercizi:

  • Sospensioni alla spalliera con retrazione addominale;
  • Potenziamento dell’addome;
  • Allungamento Ischio-crurali;
  • Esercizi di stabilizzazione del bacino.

Riferimenti bibliografici
Tribastone F., Compendio di educazione motoria preventiva e compensativa, Società Stampa Sportiva, Roma 2002;

Franchi A., Alunni Speciali – Attività Fisiche Adattate – La ginnastica nelle disabilità, 2005.

A cura di
Dott.ssa Marta Doria e Dott. Gianmaria Celia

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