La produzione di calore è vantaggiosa, quando ci si allena in un ambiente freddo perché aiuta a mantenere la normale temperatura corporea. Tuttavia, persino quando ci si allena in un ambiente termicamente neutro, 21-26 °C, il calore derivante dal metabolismo mette a dura prova i meccanismi di termoregolazione dell’organismo.
Durante un’attività fisica svolta in ambiente caldo, i muscoli impegnati nell’attività e la cute si contendono il sangue disponibile, che è limitato. I muscoli hanno bisogno del sangue con il relativo apporto di ossigeno per sostenere l’attività. La cute ha bisogno di sangue per favorire la dispersione di calore ed abbassare la temperatura corporea.

Il calore prodotto nei muscoli viene trasportato dal sistema circolatorio verso la superficie corporea, dove potrà essere disperso nell’ambiente circostante. Perché questo avvenga quando l’esercizio fisico è svolto in buona parte della gettata cardiaca deve essere suddivisa tra la cute ed i muscoli attivi.

Con l’esercizio aumenta la richiesta di sangue e di ossigeno da parte dei muscoli, contemporaneamente aumenta anche la produzione di calore metabolico. L’eccesso di calore può essere disperso solo con l’incremento del flusso sanguigno verso la cute, in modo da trasferire il calore alla superficie. Tuttavia, il flusso sanguigno verso la cute non può essere aumentato a sufficienza se i muscoli ricevono tutto il sangue di cui hanno bisogno e, così, il fabbisogno dei muscoli compromette il trasferimento alla cute.
Nel frattempo, il centro di termoregolazione comanda al sistema cardiovascolare di aumentare il flusso di sangue verso la cute, i vasi sanguigni si dilatano per portare più sangue che veicola calore alla superficie corporea e, la quantità di sangue disponibile dei muscoli si riduce, riducendo la loro capacità di resistenza.

Né consegue che, l’organismo non riesce più a compensare e, né i muscoli e né la cute ricevono l’apporto di sangue adeguato.

Quali sono i rischi per la salute?
L’eccessiva produzione di calore nei muscoli attivi, il calore assunto dall’ambiente e condizioni che ostacolino la dispersione di calore corporeo (esempio, abiti troppo pesanti), possono determinare un aumento della temperatura corporea interna, facendo raggiungere livelli che compromettono le normali funzioni vitali.
La gettata cardiaca potrebbe rimanere ragionevolmente costante, mentre il volume di scarica sistolica tende a diminuire.

Riferimenti bibliografici
Febbraio M. A. (2000), “Does Muscle Function and Metabolism Affect Exercise Performance in the Heat?” Exercise and Sciences Reviews, 28,171-176.

Gisolfi C. V. et al (1984) “Temperature Regulation During Exercise: Old Concepts, New ideas, Exercise and Sport Sciences Reviews, 12, 339-372.

Wilmore J. H., Costill D. L. “Physiology of Sport and Exercise” (2005).

A cura di
Dott. Gianmaria Celia e Dott.ssa Marta Doria

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