TRX, acronimo di “Total Body Resistance Exercise”, è una metodologia di allenamento nata nei “Navy Seal”, le forze d’élite degli Stati Uniti, che lo usavano nelle navi portaerei e nei sommergibili. Il fondatore, Randy Hetrick e i suoi compagni delle forze speciali dei marines americani, avevano trovato il modo per mantenersi in forma ottimale durante le missioni. A partire da questa esigenza, infatti, riuscirono a creare il primo TRX, formato da cinghie dei paracadute, cucite a mano.
Il TRX Suspension Trainer si è dimostrato uno strumento molto efficace. Portatile, leggero e SMART, utilizza l’azione della forza di gravità e il solo peso corporeo per eseguire centinaia di esercizi.
L’ allenamento svolto con il TRX rientra nella categoria dell’allenamento funzionale. Una metodologia innovativa ed efficace sul piano della tonificazione e dell’attivazione metabolica, che sta via via prendendo piede nei centri fitness, proponendo una soluzione differente e condivisa, rispetto al training classico e all’ utilizzo di macchine isotoniche.
Anche il mondo dello sport ha introdotto nelle sedute di allenamento l’utilizzo del TRX. È oggi impiegato a livello professionistico nelle arti marziali, vela, basket, tennis, sci, boxe, calcio, triathlon, ciclismo, baseball, nuoto, danza e sport da combattimento.

Il concetto di funzionamento alla base del TRX consta di due elementi fondamentali: la forza di gravità a cui il corpo è soggetto, ed il movimento prodotto come risposta neuromuscolare ai cambiamenti della posizione dello stesso nello spazio.
Sappiamo che, il centro di gravità del corpo umano, è localizzato indicativamente appena sopra i fianchi, lungo la linea mediana del corpo. Le tecniche di allenamento in sospensione, come il TRX, sono studiate ad hoc per spostare intenzionalmente tale centro di gravità, attivando la muscolatura del core durante ciascun esercizio. Grazie a questa tecnica, viene a crearsi una continua instabilità, finalizzata a generare sempre nuove risposte neuromuscolari per ripristinare una situazione di stabilità.
L’ allenamento in sospensione svolto al TRX, è estremamente efficace per sviluppare e migliorare, allo stesso tempo: forza, resistenza, coordinazione, flessibilità, equilibrio e stabilità del core, così come viene richiesto nell’attività sportiva, ma anche nella vita di tutti i giorni (da qui, l’inserimento nella branca dell’allenamento funzionale).

Principio del “no starting”
Prima di iniziare un qualunque esercizio al TRX, è necessario impostare la corretta situazione di partenza “starting”:

  • la lunghezza delle fasce (corta, media, lunga, al ginocchio);
  • il posizionamento del corpo, rispetto al punto di ancoraggio del TRX:
  • frontale;
  • di spalle;
  • laterale;
  • in posizione prona;
  • in posizione supina;
  • in decubito laterale;
  • il complesso di aggiustamenti e azioni che creino una condizione di massima contrazione.

Principio del “no stopping”
Qualora durante l’esecuzione di un esercizio, ci si rende conto che la difficoltà dello stesso è troppo bassa o troppo elevata, è indispensabile non fermarsi, bensì, nella fase di massima contrazione, è possibile aggiustare la propria angolazione, per diminuire o aumentare l’intensità dell’esercizio.

Usi specifici del TRX
L’ allenamento al TRX, è largamente utilizzato, oltre che per lo sviluppo ed il miglioramento delle capacità illustrate, anche per scopi ed esigenze più specifici. Nel trattamento di rieducazione post-intervento, soprattutto a carico delle strutture del ginocchio, è possibile prevedere un programma di ri-condizionamento e di rinforzo della muscolatura della gamba, proprio utilizzando il TRX. È altresì utile, come allenamento propriocettivo, atto al reclutamento della muscolatura più profonda, grazie alla precarietà di equilibrio volontariamente indotta, nonché al miglioramento della stabilità articolare. Non meno importante il suo impiego, nei soggetti più anziani, i quali, rassicurati dal sostegno delle fasce e assistiti dal Chinesiologo di fiducia, possono eseguire esercizi adattati, in maniera più sicura, ma dinamica.

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A cura di
Dott.ssa Michela Quatrini

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