Postura e scarpe con il tacco alto. Quante volte ne abbiamo sentito parlare? E quante volte ci è stato detto che non è salutare per la nostra colonna?

L’uso quotidiano di tacchi alti, soprattutto se superano i 7 centimetri, altera inevitabilmente la postura con conseguenze che possono essere di varia entità.
Patologie come l’alluce valgo, l’iperestensione delle ginocchia e la relativa iperlordosi lombare, se non risolte tempestivamente, possono evolvere in veri e propri dimorfismi a carico delle strutture muscolo-scheletriche delle ginocchia e del tratto finale del rachide vertebrale.

La struttura del piede
Il piede è una struttura estremamente complessa formata da:

  • Caviglia, che lo collega alla gamba;
  • Tallone, cioè la parte posteriore (retropiede);
  • Metatarso, la parte centrale (mesopiede);
  • Dita (avampiede).

Nel piede, esistono circa 28 ossa, numerosi muscoli, articolazioni, nervi e vasi sanguigni. Per quanto riguarda la componente ossea, è possibile distinguere, per convenzione, 3 gruppi:

  • Tarso, comprendente le ossa brevi della caviglia e del tallone;
  • Metatarso, parte intermedia del piede, formata da cinque ossa metatarsali;
  • Falangi delle dita.

La postura
Definire una postura corretta è oggetto di dibattito. Nel tempo, con la pratica sportiva o con la sedentarietà, la postura subisce alterazioni più o meno marcate. Alle volte queste alterazioni sono funzionalmente utili per gli atleti per garantire i risultati sportivi in gara.

Eppure, una schiera di addetti del settore della salute e della cura, sono sempre più inclini a correggere persino compensi che sono “fisiologici”, cioè dettati dalla pratica di una disciplina che li ha portati a iper-specializzarsi.

Ma alcune abitudini possono minare davvero la propria salute. I piedi sono le zone anatomiche del corpo che ci permettono di veicolare la postura di tutto il corpo. Dall’appoggio plantare ci sono ripercussioni sul bacino e sulla colonna.

Nella stazione eretta corretta la linea gravitaria, che decorre perpendicolarmente dal baricentro alla base d’appoggio, cade internamente all’articolazione tibio-tarsica (caviglia).

Nella stazione eretta statica su scarpa con tacco alto, si verifica un forte squilibrio del carico corporeo sul piede, in particolar modo sull’avampiede, per l’avanzamento della posizione del baricentro.
L’avampiede è costretto, quindi, a sopportare un carico nettamente superiore rispetto a quello che tollera quando si è scalzi o si indossano scarpe con un modesto rialzo (3-4-cm), sia nella stazione eretta statica, sia nella deambulazione.

Cosa succede se indossiamo scarpe con il tacco alto?
A livello posturale cambiano alcune componenti importanti. Per esempio, aumenta l’angolo di flessione delle nostre ginocchia e delle nostre caviglie (Weitkunat et al. 2016). Ma non finisce qui. Ci sono state alcune pazienti che hanno sperimentato un aumento della lordosi a livello cervicale.
Tutti questi dati spiegherebbero le differenze dolorifiche nei diversi tratti della colonna vertebrale. Le modificazioni posturali subirebbero delle variazioni inter-individuali.

La principale causa del dolore vertebrale, suggerita da diversi autori, sembrerebbe inerente ad un aumento della lordosi lombare e al tilt pelvico. Il tilt pelvico può avvenire in 2 sensi:

  • Anteriore;
  • Posteriore.

Nel tilt pelvico anteriore abbiamo un’attivazione dei muscoli erettori spinali e un compenso attuato anche dal retto femorale del quadricipite, oltre che dagli altri flessori dell’anca. Il risultato è un anteriorizzazione della spina iliaca antero superiore.

Nel tilt pelvico posteriore abbiamo, al contrario, un’attivazione dei muscoli addominali, del grande gluteo e dei femorali. Il risultato è una posteriorizzazione della spina iliaca antero superiore.

Ma perché ci interessa il tilt pelvico?
Dal concetto di tilt pelvico possiamo iniziare a comprendere le alterazioni posturali e le differenti attivazioni muscolari di chi indossa scarpe con il tacco alto e il perché vi sia un’accentuazione della colonna vertebrale nel tratto lombare. Insomma, non è come indossare delle scarpe da corsa.

Si è visto come indossare scarpe con il tacco alto influenzi la postura negativamente. La media della lordosi lombare passa da 54.3 ± 6.4° a piedi scalzi fino a 65.2 ± 5.1° se indossiamo scarpe con il tacco alto. Da questo si è potuto notare inoltre un incremento degli angoli dei dischi L5/S1 e L4/L5.

Ecco alcuni consigli
Il consiglio è affidarsi a fisioterapisti o a personale che conosca bene gli aspetti posturali. Una volta fatto questo, ecco alcune proposte per chi possiede un tilt pelvico anteriore, tipico e frequente in chi indossa scarpe con il tacco alto:

  • Allungamento degli erettori spinali (stretching) e dei flessori dell’anca;
  • Potenziamento muscolare degli addominali, dei glutei e degli estensori dell’anca.

Una donna che passa ore e ore sui tacchi tutti i giorni, quanto beneficio potrà avere da un’ora di attività mirata a settimana?
Poca roba. Il consiglio è agire però sulla frequenza con cui si indossano le scarpe con tacco alto oppure consigliare un paio di esercizi da eseguire tutti i giorni, mattina e sera, in pochi minuti di tempo.

Riferimenti Bibliografici
Dai M., et al. –  High-Heeled-Related Alterations in the Static Sagittal Profile of the Spino-Pelvic Structure in Young Women – 2015;

Weitkunat T., et al. – Influence of High-Heeled Shoes on the Sagittal Balance of the Spine and the Whole Body – 2016;

A cura di
Dott. Gianmaria Celia e Dott.ssa Marta Doria

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