L’ansia da prestazione è un tipo di ansia che colpisce molte persone, soprattutto uomini, nel momento in cui si trovano a dover svolgere una performance nei più svariati ambiti.

In particolare, l’ansia da prestazione può verificarsi in ambito lavorativo, ma anche quando si devono affrontare sfide sportive, attività scolastiche o anche in campo relazionale e sessuale.

Nello svolgimento dell’attività sportiva può generare un forte stress che, in certi casi, condiziona persino i risultati sportivi stessi.

Che cos’è l’ansia e a che cosa serve?
A differenza di quello che si pensa comunemente, l’ansia non è sempre negativa. Anzi, nasce come una risposta positiva attraverso la quale il nostro corpo ci avvisa di un possibile pericolo o di una difficoltà.
Se non esistesse l’ansia, molto probabilmente rischieremmo di metterci in pericolo o di non ricordarci le cose importanti.

Come tutti gli stati emotivi, quindi, anche l’ansia ha una ragione d’essere. Lo stesso vale per altri sentimenti, come la paura: fin da bambini ci protegge, avvertendoci dei pericoli a cui possiamo andare incontro.

Il problema insorge quando uno stato d’animo diventa particolarmente disturbante o addirittura bloccante. A volte può essere un singolo episodio d’ansia a trasformarsi in un circolo vizioso da cui diventa sempre più difficile uscire: spesso è la percezione del soggetto rispetto alla sensazione provata a creare una discrepanza.

Può subentrare la paura di non essere sufficientemente efficaci nel momento in cui la sollecitazione esterna richiede una reazione, oppure può instaurarsi l’idea di non essere all’altezza di portare a termine i propri obiettivi.

L’ansia da prestazione nello sport
L’ansia da prestazione sportiva, che può colpire sia negli sport individuali che in quelli di squadra, è una sensazione innata che scaturisce (in generale) dalla percezione di un pericolo.
Nel caso particolare dell’ansia sportiva, è del tutto normale che essa si presenti prima di una competizione importante: sentirsi in ansia partecipando alle Olimpiadi o ai Mondiali è del tutto comprensibile.
Il problema sorge quando sensazioni di questo tipo si presentano durante una gara amatoriale di nessuna importanza ai fini del risultato. Questo tipo di ansia è detta “fisiologica“.
Un atleta abituato a competere a livelli alti, si abituerà anche ad affrontare l’ansia prima di una gara.

L’attività sportiva di per sé è un ottimo metodo per combattere l’ansia, in quanto, oltre a essere una valvola di sfogo e oltre a contribuire a svuotare la mente, libera endorfine.

Ma come poter affrontare l’ansia da prestazione sportiva?
Gli attuali studi della psicologia sportiva, sono concordi nel dire che superare l’ansia sportiva e trasformarla in un alleato è possibile.

Lo si può vedere anche nel mondo dello sport: molto campioni sportivi dimostrano di saper gestire molto bene gli appuntamenti importanti anche sotto un profilo psicologico, mentre altri, indipendentemente dal loro valore tecnico, non riescono a rendere quanto potrebbero.

Ciò dipende proprio dalla capacità di convertire l’ansia in una alleata senza farsi travolgere dalle emozioni.
In questo senso, ci sono alcune ottime strategie da provare:

  • Accettare la propria condizione è il primo passo per riuscire a superarla. Sapere che non c’è nulla di sbagliato e che non sta accadendo niente di drammatico spezza il circolo vizioso dell’ansia, che di solito si nutre di paure e fantasie;
  • Accettare di non essere perfetti: che piaccia o no, la perfezione non esiste. Per quanto si possa essere bravi e per quanto si desideri raggiungere certi risultati, bisogna comunque considerare che non è possibile avere sempre tutto sotto controllo;
  • Allenare la mente attraverso tecniche di mental training: si tratta di precisi esercizi che servono per potenziare le proprie competenze, aumentare l’autostima e l’autoefficacia, in modo da riuscire a gestire con tranquillità i momenti di eccessivo stress;
  • Utilizzare il respiro: le tecniche di respiro, usate anche in altri ambiti, permettono al soggetto di calmarsi e di diminuire il ritmo cardiaco. In questo modo si spezza il circolo vizioso che genera l’ansia e si può tornare a riprendere il controllo delle proprie sensazioni;
  • Usare tecniche di rilassamento muscolare: particolarmente indicate per gli sportivi sono le tecniche di rilassamento progressivo. Teorizzate da Jacobson, vengono utilizzate per riuscire ad avere consapevolezza della tensione muscolare, soprattutto nel momento in cui i picchi d’ansia provocano una tensione molto forte, di cui non sempre si è consapevoli. Questo tipo di allenamento permette di riprendere il controllo dei muscoli e di procedere a una decompressione progressiva molto lenta.

Riferimenti Bibliografici
Penati V. – Tecniche mentali per il potenziamento della prestazione sportiva – 2015;

Billi G. – L’ansia da performance e stress nell’attività sportiva – 2020;

A cura di
Dott. Gianmaria Celia e Dott.ssa Marta Doria

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