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È ormai noto da tempo che lo Sport è a tutti gli effetti una medicina preventiva per la nostra salute. Tuttavia, soprattutto in questo periodo con la Pandemia Covid, il settore sportivo inteso come: palestre, piscine, centri sportivi per atleti non agonisti è il più devastato. La nostra cultura dimostra che lo sport è svago, hobby, tempo libero da usufruire solamente considerando l’aspetto sociale (che è comunque fondamentale). Viene accantonato, però, il fattore più importante, quello prioritario, ovvero il miglioramento e la prevenzione per la nostra salute (prevenzione a patologie, miglioramento metabolico, miglioramento posturale, potenziamento muscolare ecc..).

Un aspetto preoccupante sono le opinioni di alcune figure in ambito sanitario che preferiscono indirizzare i giovani direttamente verso attività intese come sport di squadra, ma non consigliano la palestra come luogo di attività motoria finalizzato ad altri obiettivi se non per l’ipertrofia. Ecco che i pesi assumono valenza negativa, e chi per esempio ha problemi fisici/posturali o è un principiante viene vietato il loro utilizzo. Probabilmente non sono i pesi in sé il problema del loro scetticismo, ma la poca fiducia nei confronti dei trainer o di chi lavora in palestra. Il trainer in quest’ottica viene inteso come figura che fa “caricare” troppo e quindi creare danni fisici oppure semplicemente colui che non fa nulla.

Ovviamente, da chi ha fatto un serio percorso nell’ambito delle attività motorie, Laureandosi in Scienze Motorie e Sportive, facendo esperienza in palestra come istruttore ma soprattutto aver praticato e frequentato palestre, tutto ciò può essere considerato troppo superficiale.

Ahimè, esistono ancora alcune realtà che confermano questi aspetti: in primis trainer che non hanno voglia di visionare gli utenti in palestra, di correggere le esecuzioni o comunque di non presentarsi come figure di guida e di assistenza. Quest’ultimi magari più presi a capire come vendere programmi “miracolosi” per il fisico dei tuoi sogni, consigliare determinati integratori a ragazzini che non hanno nemmeno imparato ad allenarsi (l’allenamento è la materia prima) o semplicemente rimorchiare con le ragazze in palestra. È questo aspetto che alimenta ancor oggi pregiudizi nei confronti delle palestre, dove il medico consiglia solo di andarci per fare stretching e di non “caricare troppo” (come se i pesi facessero male). Ciò che può far male è sicuramente l’incompetenza di eventuali trainer che lavorano in palestra o chi crede che la figura del trainer non sia indispensabile e preferisce gestirsi da solo. In questo ultimo esempio solitamente finisce sempre così: l’utente non raggiunge i suoi obiettivi e nei casi peggiori si può far male osando in modo illogico e senza cura i carichi durante gli esercizi.

Ma quali sono i vari step da seguire: da istruttore a personal trainer

Chiunque sceglie di intraprendere un percorso di allenatore o trainer deve assumere consapevolezza dell’importanza di lavorare ed essere responsabile del corpo umano dei propri clienti. Si nota spesso in molti contesti, presenza di Personal Trainer che hanno bruciato le tappe senza aver nemmeno fatto percorsi come istruttore in sala pesi, senza “farsi le ossa” gestendo persone diverse tra loro.

Il consiglio che si dà ad un giovane appassionato di sport ed intenzionato a lavorare nel mondo del fitness, è sicuramente di avviare un percorso Universitario in Scienze Motorie (non i corsi del weekend da 2 settimane per intenderci) e allo stesso tempo, magari mettere in pratica cometirocinante e poi istruttore (in strutture sportive o in palestre) ciò che si impara dalla teoria e sul campo stesso. Alla base di tutto occorre sempre una forte passione e tanta pazienza nella gestione dei clienti. Per ogni cliente occorre un approccio ben preciso per creare un clima empatico e di fiducia, come premessa ad affrontare un lavoro tecnico finalizzato all’obiettivo del cliente.

Dopo questi passaggi è possibile avviare uno step successivo come Personal Trainer. Aver creato le fondamenta in questo settore, permetterà ora al Trainer di adattare le proprie competenze a tutte le tipologie di utente, garantendo un servizio migliore: concentrare tempo e visione tecnica sullo stesso cliente per tutta la lezione, ma soprattutto programmare in modo mirato ed accurato la programmazione d’allenamento e i controlli sulla ricomposizione corporea e/o postura del soggetto.

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A cura di
Dott. Luigi Acella

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